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domenica, Agosto 9, 2020
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Primo Forum Industriale sulla Sigaretta Elettronica a New York

C’era eccitazione nell’aria al forum inaugurale sulle sigarette elettroniche (E-cig) organizzato dalla banca di affari Wells Fargo a New York. Presenti i più importanti leader del settore (Njoy, Fin, V2 Cigs, Johnson Creek, Ballantyne, Logic, E-Lites, BLU Ecig, Vapor Corp, and Victory Ecig) nonché investitori, esperti di salute pubblica, consulenti per le procedure normative, e giornalisti da tutto il mondo.
Il dibattito, diretto con perizia da uno degli analisti più attenti del settore – Bonnie Herzog di Wells Fargo Securities, ha inquadrato e approfondito le tendenze e le opportunità di un settore in rapida crescita.
Dal confronto è emerso che:
  1. il mercato è in forte espansione con spazio per tutti, sia per la industria indipendente che per i Big del Tabacco;
  2. si profila una rapida internazionalizzazione del mercato: nel futuro potrebbero nascere partenariati tra le imprese di paesi diversi;
  3. le E-cig sono ancora in una prima fase di sviluppo e si attendono cambiamenti significativi già a partire dai prossimi mesi;
  4. i margini di profitto rimangono elevati e decisamente più appetibili rispetto a quelli delle sigarette convenzionali;
  5. i leader del settore si stanno differenziando puntando sia sulla tecnologia che sulla qualità e visibilità del loro prodotto.
Si è ribadito che il business delle E-cig rappresenta una opportunità di straordinaria importanza per la salute pubblica. David Sweanor, professore di Diritto presso l’Università di Ottawa e esperto di legislazione del tabacco, ha moderato una tavola rotonda con altri nomi noti della salute pubblica, David Abrams, Clive Bates e Jean -Francois Etter, che hanno discusso le potenzialità delle E-cig in termini di riduzione del danno da malattie fumo-correlate.
Il dibattito ha chiarito che:
  1. le E-cig sono sostanzialmente molto meno dannose delle sigarette convenzionali e rappresentano una valida alternativa per i fumatori;
  2. le evidenze scientifiche su questi prodotti sono ancora limitate e quelle disponibili spesso fraintese o denigrate creando confusione e incertezza sulla loro bontà;
  3. è imperativo incrementare la sperimentazione di qualità sulle E-cig e convertire a questi prodotti quanti più fumatori possibili;
  4. la regolamentazione futura di questi prodotti dovrà consentire (anziché soffocare) l’innovazione e la più ampia diffusione possibile.
Le autorità sanitarie e i legislatori devono imparare a comprendere le importanti differenze tra E-cig e sigarette convenzionali. Solo così si potranno concretizzare le speranze per una seria regolamentazione di questi prodotti e per una salute migliore. Su questo tema si sono confrontati Neil Wilcox (BLU/Lorillard), David Graham (NJOY), e il consulente di salute pubblica Scott Ballin.
Si è convenuto all’unanimità che una regolamentazione è necessaria, ma che deve essere ben distinta da quella che regola i prodotti derivati dal tabacco. A detta degli intervenuti, Mitch Zeller (l’attuale Direttore del Dipartimento per i prodotti del tabacco della FDA) è allineato con questa corrente di pensiero per cui la imminente nuova regolamentazione dei prodotti contenenti nicotina (incluse quindi anche le E-cig) sarà verosimilmente calibrata in base allo specifico livello di rischio per la salute.
Suggeriti alcuni dei principi base che dovrebbero ispirare una regolamentazione sensata:
  1. Incoraggiare ricerca e innovazione;
  2. Adottare rigorosi standard di qualità;
  3. Stabilire che le E-cig sono prodotti intesi solo per fumatori adulti.
Nel complesso si è respirata aria di grande ottimismo a New York. “Forse anche troppa – ha commentato il Prof. Riccardo Polosa presente all’evento newyorkese – la mia impressione è che sia stato sottovalutato il rischio che decisori troppo rigidi e zelanti possano imporre norme devastanti per il settore e quindi per la salute”.
“In Italia stiamo correndo lo stesso rischio – ha aggiunto il Presidente LIAF, Sebastiano Antonio Pacino – invece di sostenere un settore che può rilanciare il Made in Italy nel mondo, lo si paralizza con una tassazione iniqua che avrà ripercussioni negative anche per la salute”.
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