26.2 C
Catania
sabato, Settembre 26, 2020
Home News Fumo di sigaretta: note statistiche aggiornate

Fumo di sigaretta: note statistiche aggiornate

I fumatori nel mondo sono un miliardo e cento milioni: trecento milioni nei paesi industrializzati e 800 in quelli in via di sviluppo. Ogni anno muoiono quattro milioni di persone nel mondo per le malattie conseguenti al consumo di tabacco e per il 2030 sono previsti oltre 10 milioni di morti all’anno. I dati dell’Istituto Superiore di Sanità indicano che in Italia il fumo di tabacco causa oltre 80.000 morti all’anno; 20.000 decessi nella fascia d’età compresa tra i 35 e 65 anni. Ventisei italiani su cento sono fumatori, più uomini (31%) che donne (22%), prevalentemente nella fascia d’età compresa tra i 25 e 44 anni. Questi fumano mediamente dalle 15 alle 24 sigarette al giorno. Preoccupano in particolare le tendenze che riguardano gli adolescenti e le donne: dal 1993 al 1999 i fumatori maschi di 14-16 anni d’età sono aumentati del 33%, le fumatrici addirittura del 70%. Lo studio europeo Espad 2000 condotto su 10.000 giovani tra i 15 e 20 anni, ha rilevato che solo il 34% dei ragazzi e il 30% delle ragazze non ha mai fumato una sigaretta. L’abitudine di fumare degli adolescenti sembra dipendere molto dall’esempio dei genitori. Inoltre, quasi la metà dei bambini italiani risulta esposta al fumo passivo dei familiari tra le mura domestiche. Il fumo passivo aumenta il rischio di malattie respiratorie specialmente nei bambini.

Il fumo di tabacco comporta principalmente un maggior rischio relativo di malattie polmonari, cardiovascolari e di numerosi tumori. Considerando  patologie, il fumo rappresenta la causa di circa il 60% di tutte le patologie respiratorie, del 50% dei tumori e del 30% delle malattie cardiovascolari. Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, il fumo ha causato nel 1999 circa 2 milioni di ricoveri ospedalieri con un costo per la sanità pubblica di circa 5 miliardi di euro, pari all’8,3 % della spesa sanitaria pubblica e allo 0,4 % del Pil. I danni da fumo comportano infatti un alto costo sociale direttamente correlato alla morbilità e mortalità di malattia, ma anche indirettamente alla conseguente perdita di giornate lavorative.

Il fisco italiano, tra imposta e Iva, incassa circa il 75% del prezzo delle sigarette al consumo. Si calcola che lo Stato ogni anno incassi oltre 12mila miliardi di vecchie lire per la vendita del tabacco ma ne spenda oltre 23mila per curare le malattie dovute al fumo. Non ci sembra un buon affare.

3,279FansLike
211FollowersFollow

Ultimi articoli

Le 15 più grandi aziende di tabacco non progrediscono nella riduzione del danno

New York, 23 Settembre 2020 - Tobacco Transformation Index, è l'indice che rileva come la maggior parte delle 15 maggiori aziende produttrici...

3rd SCIENTIFIC SUMMIT on TOBACCO HARM REDUCTION: NOVEL PRODUCTS, RESEARCH & POLICY

Scientific Summit on Tobacco Harm Reduction, evento che si tiene ogni anno ad Atene, è una conferenza in cui vengono discussi i benefici e i rischi associati all'uso alternativo di prodotti del tabacco.

PROIBIZIONISMO vs. LIBERALISMO NELLA LOTTA AL TABAGISMO

Anni di lotta al fumo di sigaretta hanno dato vita alle basi ideologiche per puntare il dito anche contro le elettroniche. Il fallimento del modello proibizionista dovrebbe far comprendere la necessità di un approccio più liberale, quasi olistico

Non toccare il fumo! Il senso del tatto nella smoking cessation

Con l’avvento sul mercato dei dispositivi a rischio ridotto e il diffondersi del concetto di riduzione del danno e relative strategie, si è capito come il fumare in se e per sè sia un’esperienza emozionale e sensoriale molto più complessa da eradicare. Non una semplice dipendenza dall’atto, ma un legame emotivo profondo che si instaura con un’abitudine che ci accompagna in momenti della vita particolari