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USA: sostituire l’e-cig alle sigarette convenzionali farebbe quasi 7 milioni di morti in meno

Morti potenziali evitate negli USA sostituendo le sigarette convenzionali con quelle elettroniche” – è questo il titolo dell’ultimo studio appena pubblicato su BMI Journal e firmato da David T. Levy, professore della Georgetown University Medical Center di Washington, insieme ad altri sette autori del panorama scientifico internazionale.

Negli Stati Uniti – spiegano gli autori – è stato possibile ridurre il fumo di sigaretta convenzionale grazie all’utilizzo di e-cig e questo nonostante il fatto che l’impatto dello strumento sia stato abbastanza lento. Chissà, dunque – si chiedono gli stessi – quanti morti si potrebbero evitare con un impatto diverso sulla popolazione di fumatori?  

Ecco la risposta: rispetto allo Status Quo (una situazione ideale e più ottimistica calcolata al 2100 con una popolazione di fumatori da 15 a 99 anni e in cui i decessi attribuibili al fumo sono calcolati per età, sesso e anno e poi moltiplicati per il numero di fumatori) la sostituzione della sigaretta convenzionale con quella elettronica per un periodo di 10 anni produrrebbe 6,6 milioni di morti in meno.

Le proiezioni vengono applicate nel 2100 per includere gli effetti potenziali sulla salute di quelli di età più giovane. Infatti, se il quadro fosse pessimista e quindi diverso dallo Status Quo ci sarebbero comunque 1,6 milioni di morti in meno.

E non solo, oltre alle riduzioni della mortalità, il passaggio definitivo alla svapo porterebbe benefici per la salute pubblica riconducibili a ridotta disabilità, incidenza di malattie correlate al fumo ed esposizione al fumo passivo. Una riduzione che gioverebbe anche in termini di costi per il sistema pubblico perché ridurrebbe le spese per la cura di malattie polmonari e cardiache e per la cura del cancro.

L’elemento più importante dell’analisi di Levy rimane comunque che una strategia di sostituzione della sigaretta convenzionale con quella elettronica potrebbe produrre guadagni sostanziali e raddoppiare lo sforzo per mettere a punto quanto richiesto dalla Convenzione quadro dell’OMS per il controllo del tabacco. Si tratterebbe di uno scenario di “the end” per le sigarette che non sembra poi nemmeno così tanto lontano.

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