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domenica, Gennaio 29, 2023
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Il fumo è associato a 56 diverse malattie

I risultati chiave di uno studio condotto dai ricercatori dell’Oxford Population Health (Regno Unito), dell’Università di Pechino e dell’Accademia cinese delle Scienze mediche, sono stati pubblicato su The Lancet Public Health.

Il 40% dei fumatori a livello mondiale è concentrato in Cina, dove il principale aumento del consumo di sigarette confezionate si è verificato tra il 1980 e il 2010.

I risultati dello studio dimostrano che:

  • Di quasi 85 cause di morte e 480 malattie studiate, il fumo è associato a un’aumentata incidenza di 56 malattie specifice (50 per gli uomini e 24 per le donne) – in particolare 10 malattie cardiovascolari, 14 respiratorie, 14 tumorali, 5 digestive e 13 altre malattie -, e a un maggiore rischio di morte per 22 cause specifiche (17 per gli uomini e 9 per le donne);
  • Rispetto ai non fumatori, i fumatori regolari hanno circa il 10% in più di rischio di sviluppare qualsiasi malattia, che va dal 6% di rischio in piu’ di diabete al 216% di rischio in piu’ di cancro alla laringe;
  • I fumatori abituali che vivono in aree urbane tendono a iniziare a fumare in giovane età, fumano una quantità maggiore rispetto a quelli nelle aree rurali, e sono a più alto rischio di morte;
  • Il 19,6% dei decessi degli uomoni (24,3% di quelli residenti in contesti urbani e il 16,2% di quelli residenti in contesti rurali) e il 2,8% dei decessi femminili sono stati attribuiti al fumo regolare;
  • E’ stato riscontrato che le persone che hanno smesso di fumare volontariamente (cioè prima di sviluppare malattie gravi) hanno livelli di rischio simili a quelli di persone che non hanno mai fumato, 10 anni dopo aver smesso;
  • Nonostante la minore prevalenza e intensità del fumo nelle donne fumatrici, queste hanno maggiori rischi di sviluppare malattie respiratorie, mostrando di avere una particolare vulnerabilità ai danni del tabacco rispetto agli uomini;
  • I ricercatori stimano che i fumatori di entrambi i sessi muoiano 3,5 anni prima dei non fumatori, e sostengono che questo divario di sopravvivenza tra fumatori e non fumatori aumentera’ significativamente nei decenni futuri.

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