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Dalla Gran Bretagna una nuova alternativa al fumo che potrà essere prescritta come farmaco

Che Voke non sia una sigaretta convenzionale, è chiaro. Ma non è neanche una sigaretta elettronica, né una sigaretta a tabacco riscaldato (ndr, heat-no-burn). Questo nuovo ritrovato tecnologico per smettere di fumare è molto simile ad un inalatore di nicotina farmaceutica. Si tratta infatti di un prodotto che non richiede combustione, calore o vaporizzazione per l’assunzione di nicotina. Non produce né cenere, né fumo. Non richiede nessuna batteria o altra fonte di energia. È molto simile ad un inalatare spray per asmatici. La bomboletta che contiene un gas medicale compresso addizionato di nicotina e di mentolo permette di precaricare un inalatore di plastica (simile ad una comune sigaretta). Questa permette al fumatore una esperienza pari a 15-20 tiri prima di esaurirsi e necessitare di una ulteriore precarica.

Voke ha ricevuto la licenza per la commercializzazione da parte dell’agenzia governativa che si occupa di regolamentare i farmaci ed i dispositivi medici in Gran Bretagna (i.e. Medicines and Healthcare Products Regulatory Agency – MHRA), e sarà commercializzato dalla Nicoventures, consociata della British American Tobacco (BAT), azienda leader nella progettazione di modalità innovative per la erogazione di nicotina (i.e. nicotine delivery products). In particolare, la MHRA autorizza Nicoventures a immettere sul mercato questi dispositivi come prodotti farmaceutici utili per tutti quei fumatori che vogliono ridurre o smettere di fumare o utilizzare una alternativa a basso rischio di esposizione. Pertanto gli inalatori Voke dovranno essere prodotti, venduti e prescritti come un qualsiasi altro farmaco, ossia rigorosamente controllati in tutte le fasi di produzione e post-vendita, venduti in appositi luoghi, prescritti e monitorati da medici e specialisti.

Ricordiamo che la MHRA nel 2013 ha stabilito che qualsiasi prodotto contenente nicotina designato come aiuto per ridurre o smettere di fumare (incluse le sigarette elettroniche) dovrà essere regolamentato come farmaco. Attualmente, infatti, le sigarette elettroniche in Gran Bretagna rientrano nella legge generale di tutela dei consumatori, ma dal Maggio 2016, data in cui gli Stati membri dell’UE dovranno recepire la Direttiva europea sui prodotti del Tabacco (TPD), tutti i prodotti contenti nicotina saranno soggetti a pesanti restrizioni sulla commercializzazione e vendita. In alternativa, come suggerito dalla stessa MHRA, i produttori potranno rivolgersi all’agenzia britannica e richiedere la licenza per essere venduti come farmaco.

Le considerazioni che LIAF vuole fare su questo prodotto sono:
1. Dal punto di vista del fumatore britannico, la presenza di questo nuovo prodotto va ad ampliare il panorama di scelta a prescindere dal rilascio della licenza (anche se questo in linea teorica significa avere a disposizione un’alternativa più sicura rispetto ai prodotti già disponibili sul mercato);
2. Dal punto di vista della sanità pubblica, si tratta di capire quale siano le reali potenzialità di questo prodotto nell’ambito della cessazione o della riduzione del fumo di tabacco;
3. Per il mercato britannico delle sigarette elettroniche, l’ingresso di Voke potrebbe rappresentare invece una vera propria “stangata”. La licenza che portano in dote ne favorirà la prescrizione da parte degli specialisti come farmaci, facendo diventare Voke l’unica alternativa legale, a discapito del mercato delle sigarette elettroniche che attende da mesi l’approvazione di migliaia di nuovi dispositivi.
4. Dal punto di vista dello scenario mondiale, questa notizia sembra confermare la paura di tanti, ossia che le grandi multinazionali del tabacco stiano muovendo le grandi fila del nuovo settore, facendo in modo che le piccole imprese che non possono permettersi costosissimi test di laboratorio e di ricerca (peraltro inutili) siano automaticamente tagliati fuori, sia dalla MHRA che dalla TPD.

Tuttavia LIAF, nel sostenere metodi alternativi sicuri ed efficaci per smettere o ridurre di fumare, ritene che anche Voke, se opportunamente supportata da evidenze scientifiche sulla sua sicurezza e efficacia, possa rivelarsi un valido strumento per aiutare i milioni di fumatori che non riescono a smettere con altri metodi.

“L’uscita di Voke rappresenta un momento epocale – commenta la Prof.ssa Lidia Proietti, presidente LIAF – Per la prima volta nella storia del tabagismo una multinazionale del tabacco immette sul mercato un farmaco per contrastare la dipendenza e i danni fumo correlati. Un segno di grande responsabilità che io inquadro in un processo di evoluzione delle multinazionali del tabacco in corporazioni della nicotina. Paradossalmente il maggiore contributo alla lotta contro il tabacco sembra venire proprio dalle multinazionali che lo producono.”

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