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lunedì, Luglio 6, 2020
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La BBC vieta l’uso delle sigarette elettroniche nei propri uffici: una questione di “etichetta”, non di salute pubblica

La BBC è stata duramente criticata da ECITA, l’associazione britannica che riunisce le industrie del settore e-cig, e dai due più noti esperti mondiali di vapagismo Polosa e Farsalinos per aver deliberatamente ignorato la scienza nel momento in cui ha deciso di vietare ai propri dipendenti di svapare all’interno dei propri uffici. Questo divieto è un fatto “spregevole” – hanno dichiarato gli esperti.
La critica è arrivata dopo che il responsabile del personale della BBC, Diane Dumas, ha risposto all’associazione ECITA con una scusa che ha lasciato tutti perplessi: “Comprendo che il divieto non ha una base medico-scientifica. Più che per un ‘problema di salute e sicurezza’, il divieto vuole essere semplicemente ‘un codice di comportamento’ basato esclusivamente sull’estetica e sul galateo”.
“In termini di codici di comportamento, qualunque organizzazione può dettare le proprie preferenze – ha commentato il prof. Riccardo Polosa dell’Università degli studi di Catania – Tuttavia, che la BBC vieti ai suoi dipendenti l’uso del più popolare sostituto della sigaretta convenzionale (che è tra le principali cause di morte nel mondo) è un fatto spregevole. La BBC sta dando un pessimo esempio negando la questione salute e sicurezza ed ignorando le evidenze scientifiche”.
“Le leggi antifumo vietano di fumare tabacco nei luoghi di lavoro per via del grave rischio che il fumo passivo rappresenta per la salute dei non fumatori. Studi scientifici hanno ripetutamente dimostrato che l’inalazione passiva di vapori dalle sigarette elettronicche non è in alcun modo comparabile al fumo passivo della sigaretta convenzionale. Eventuali decisioni dovrebbero essere basate su prove scientifiche piuttosto che su ideologie o preferenze personali” – ha poi affermato il prof. Konstantinos Farsalinos dell’Onassis Cardiac Center di Atene.
La BBC ha fatto sapere ad ECITA di aver consultato il suo personale prima di prendere la decisione, e sostiene che la scelta sia dovuta al fatto di voler mantenere un atteggiamento “coerente” in merito ad una questione sulla quale l’opinione pubblica internazionale è ancora nettamente divisa.
Secondo Katherine Devlin, Presidente di ECITA: “La BBC si sta muovendo su un terreno pericoloso, quello della fobia e del pregiudizio. Non si sarebbero mai sognati di permettere al personale omofobico di rifiutarsi di lavorare con gli omosessuali per paura di contrarre l’AIDS. Per lo stesso motivo, non dovrebbero consentire al personale vapofobico di buttare gli svapatori fuori dell’edificio”.
“La BBC è nota in tutto il mondo per i suoi valori di tolleranza e coraggio nell’andare sempre alla ricerca della verità, e ha bravissimi giornalisti scientifici. Perché sta ignorando i propri valori e le proprie competenze?” – ha aggiunto la Devlin.
Secondo ECITA, le organizzazioni devono affrontare la questione dell’uso della sigaretta elettronica all’interno dei propri locali con una duplice strategia di educazione e giusto compromesso. La BBC riconosce che ECITA ha adottato un approccio “costruttivo” nel proporre una soluzione più ragionevole per accogliere gli svapatori e fugare i timori del personale con le evidenze scientifiche. Tuttavia la BBC ritiene che sia “troppo presto” per rivedere la propria politica, e preferisce attendere altre prove.
“Una politica sbagliata non lo diventerà di meno con il passare del tempo. Così facendo, si costringeranno migliaia di persone a svapare in aree per fumatori, dove saranno esposti al fumo passivo delle sigarette convenzionali” – ha concluso la Devlin.
Quando la BBC ha annunciato il divieto, il suo ufficio stampa ha giustificato la decisione affermando che essa fosse il risultato di una consultazione con la British Medical Association, ossia l’associazione professionale e sindacale dei Medici nel Regno Unito.
“È obbligo del datore di lavoro tutelare la salute e la sicurezza dei propri dipendenti. Peccato però che la decisione presa dalla BBC non sia in linea con questa normativa – aggiunge la prof.ssa Lidia Proietti, presidente LIAF ed esperta in Medicina del Lavoro – Anzi, questo divieto sortirà l’effetto opposto: il pericolo di ricaduta nel vizio, per coloro che erano riusciti a smettere grazie all’e-cig, sarà ancora più elevato. Costringerli a uscire fuori per svapare, magari accanto ai fumatori in pausa sigaretta, va contro ogni logica di ‘diritto del lavoratore’ ”.
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