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Quali sono le voci più autorevoli per aiutare i fumatori a smettere? Quali fonti sono considerate più autorevoli per ricevere informazioni sui rischi connessi al fumo?

Il 45,1% del campione si affida ai documenti ufficiali (Ministero della Sanità, Organizzazione Mondiale della Sanità, ecc.); circa un intervistato su cinque ripone particolare fiducia nel medico curante (21,1%) e poco più di uno su dieci giudica autorevoli le informazioni ottenute dal web (11,3%).

Il 3,8% dei fumatori preferisce le informazioni provenienti da familiari, amici e conoscenti e il 3,2% si fida delle opinioni degli altri fumatori. Ancor meno attendibili sono considerate la radio e la televisione (2,3%); giornali e/o riviste (2%) e i produttori, tabaccai e operatori del settore (1,7%).

L’1,2% dei fumatori cita altre fonti di informazione, lo 0,3% afferma di non aver mai ottenuto informazioni sui rischi connessi al fumo e l’8,1% non sa indicare una risposta.

Il questionario ha successivamente approfondito alcuni argomenti riguardanti la tassazione: il 64,7% del campione si dichiara certo che sarebbe incentivato a continuare a consumare i nuovi prodotti in caso di abbassamento dei prezzi dovuto ad una minore tassazione e il 25,7% probabilmente continuerebbe ad utilizzarli; per il 5,2% un abbassamento dei prezzi non rappresenterebbe probabilmente un incentivo valido e per il 4,3% non lo sarebbe sicuramente.

Il passaparola sembra essere il principale canale di diffusione tra gli utilizzatori di e-cig, con il 57% dei consumatori che dichiara di esserne venuto a conoscenza perché utilizzate da amici/conoscenti/parenti. L’esperienza con i prodotti senza combustione viene valutata molto positivamente dal 74,7% del campione, mentre lo è abbastanza per il 23,8%; solo l’1,1% afferma di aver avuto un’esperienza abbastanza negativa.

Ma come incidono le sigarette elettroniche sull’abitudine di fumare le sigarette tradizionali? Il 66,4% degli intervistati dichiara di aver completamente smesso di fumarle dopo aver provato i prodotti senza combustione e il 22,6% ne ha diminuito il consumo. La valutazione positiva dell’esperienza con la sigaretta elettronica viene confermata dal 92,8% degli utilizzatori che ha consigliato ad altri fumatori di provare tali prodotti.

Tra le motivazioni che spesso scoraggiano l’utilizzo dei prodotti senza combustione, vi sono i costi ad essi associati. È stato quindi chiesto se un abbassamento dei prezzi dovuto ad una minor tassazione di questi prodotti potrebbe essere un incentivo nel proseguire ad utilizzarli: la maggior parte (76,2%) è certo che un provvedimento di questo tipo ne favorirebbe l’uso.

Agli intervistati è stato infine chiesto di indicare quale fra le fonti citate sia la più autorevole per ricevere informazioni sui rischi connessi al fumo. Il 30,6% del campione si affida al medico curante; il 24,2% ai documenti ufficiali del Ministero della Sanità o dell’Oms e il 16,6% considera più affidabili le informazioni trovate su Internet. I giornali o le riviste sono la fonte più qualificata per il 6,8% degli intervistati; gli operatori del settore per il 4,5%; radio e televisione per il 4,2%; il 3,4% ha fiducia nell’opinione di familiari/amici/conoscenti e il 2,3% in quella degli altri fumatori. Solo lo 0,4% del campione afferma di non aver mai ottenuto informazioni a riguardo; mentre l’1,9% sia affida a fonti diverse da quelle elencate e il 5,1% non sa esprimere un’opinione.

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