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SAI DAVVERO COS’È LA RIDUZIONE DEL DANNO DA TABACCO?

Nell’ultimo decennio, i dispositivi a basso rischio per sostenere i programmi di riduzione del danno da tabacco hanno sollevato sia opinioni positive sull’efficacia di questi prodotti sia reazioni fortemente contrarie.

Le false dichiarazioni dei media sugli studi delle sigarette elettroniche inducono il pubblico a non credere ai rischi relativi più bassi dei prodotti utilizzati nella tobacco harm reduction. La politica ostruzionista della salute pubblica impedisce ai fumatori che vogliono smettere di avvicinarsi a nuovi metodi che portano benefici in termini di salute.

Ma parlare di riduzione del danno del tabacco significa abbracciare una pluralità di comportamenti, scelte e prodotti che possono confondere. Ma per comprendere appieno l’innovazione dobbiamo considerare un assioma funzionale di base: smettere di fumare non è facile.

Secondo un paper recentemente pubblicato ed elaborato dal Dr. Renée O’Leary e dal Dr. Riccardo Polosa, la tassazione pesante, i divieti normativi, i titoli sensazionali dei media e le percezioni errate sulla nicotina sono le barriere che impediscono alle persone di utilizzare prodotti a basso rischio.

Basta pensare che i tassi di ricaduta sono elevati, dal 75%-80% nei primi sei mesi e dal 30% al 40% anche dopo un anno di astinenza. Raggiungere alti livelli di cessazione nella popolazione del fumo di tabacco è un obiettivo irrealistico perché i tassi di abbandono riusciti sono molto bassi, i tassi di ricaduta sono alti e, inoltre, un certo numero di persone desidera fumare.

Abbiamo approfondito l’argomento con la Dott.ssa Renée O’Leary, autrice del paper e ricercatrice anche del Coehar.

Benvenuta Renée, può dirci qualcosa sull’obiettivo del paper?

Lo scopo di questo paper è quello di rivolgersi a medici e ricercatori argomentando e fornendo una overview generale sulla riduzione del danno da tabacco. Perché pensiamo che sia importante parlare dei benefici e delle barriere che affrontiamo.

Può spiegarci cos’è la riduzione del danno da fumo?

La riduzione del danno da fumo è un modo per sostituire i prodotti a basso rischio, i prodotti a minore esposizione per il fumo. Anche con un basso rischio, fumare è rischioso. Questi prodotti possono ridurre il rischio causato dal fumo da tabacco. La gente trova molto difficile smettere di fumare e anche le persone che hanno smesso, hanno delle ricadute e molto spesso ricominciano a fumare, come abbiamo detto sul paper. È del tutto irragionevole pensare che le persone smettano o che non ricomincino a fumare: è qualcosa che accade difficilmente nella vita reale.

C’è un modo per combattere la recidiva?

Sfortunatamente, come menzionato sul paper, una revisione sistematica dei metodi comportamentali per smettere di fumare ha dimostrato che quest’ultimi non funzionano. Ed è per questo che torniamo a sostituire i prodotti. L’idea è che si può avere una ricaduta, forse a causa di un periodo stressante della tua vita (divorzio, morti, ecc) e sicuramente ci auspichiamo che voi smetteste di nuovo ma fino ad allora possiamo consigliare un prodotto che comporta un rischio minore.

Pensi che questi prodotti e dispositivi saranno più accettati dalla società in futuro?

Vorremmo davvero che diventino più accessibili e accettabili per le persone. Molte persone hanno una percezione errata sulla riduzione del danno e prodotti a basso rischio come le sigarette elettroniche. Quindi combattiamo costantemente la disinformazione.

Parliamo di ciò che conta davvero: la percezione errata della nicotina. Cosa è vero e cosa invece no?

Come abbiamo riportato sul paper, la nicotina in sé crea dipendenza. Ci sono altri componenti del tabacco che creano dipendenza. Ma ritornando alla nicotina, i medici non sono adeguatamente informati su quali sono i rischi reali della nicotina. La nicotina non causa il cancro. Quello che è successo negli ultimi anni è che la nicotina è stata demonizzata e questo accade perché le persone non sono informate correttamente. Ora sappiamo che la nicotina ha degli effetti sullo sviluppo del bambino o induce un basso tasso di natalità. Allo stesso tempo sappiamo che la nicotina non causa cancro o ictus. Il problema è che le persone usano le sigarette per altri scopi: calmarsi, ridurre l’ansia o per noia. Penso che molti adolescenti inizino a fare uso di nicotina perché sono annoiati. C’è stato uno studio in Canada che ha dimostrato che la percentuale più bassa di adolescenti che fumano sono in scuole con i migliori corsi extrascolatistici.

Parliamo di svapo e adolescenti: abbiamo dati sul perché gli adolescenti iniziano a svapare?

No, ma c’è una teoria: il tipo di adolescente che inizia a svapare è il teenager che fuma cannabis, o fuma sigarette o va sullo skate senza casco. Continuo a pensare che la noia sia un fattore determinante per iniziare a svapare.

E l’approccio mediatico?

All’interno del paper citiamo un documento del 2018 dell’Inghilterra che dice che la disinformazione dei media è enorme. Le persone tendono a ignorare gli studi che non si rispecchiano la loro posizione. Non vogliamo uno studio che supporti una singola prova o posizione. Se si sceglie l’approccio THR è necessario sapere quali sono i rischi residui .

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