venerdì, Luglio 19, 2024
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Perché la Svezia è smoke free?

La Svezia è ormai vicina allo storico traguardo di primo paese europeo ad essere ufficialmente “Smoke Free”. Ma come ha fatto?

I numeri dimostrano che il paese è in procinto di scendere al di sotto di un tasso di prevalenza del fumo di tabacco del 5% nei prossimi mesi.

L’innovativa strategia del Paese per ridurre al minimo gli effetti nocivi del fumo di tabacco e salvare vite umane è descritta in dettaglio in un nuovo rapporto intitolato “The Swedish Experience: A roadmap for a smoke-free society,” presentato in occasione di un seminario internazionale di ricerca a Stoccolma.

Tra gli autori di questo importante documento esponenti illustri del panorama scientifico: Dr. Anders Milton, già presidente dell’Associazione medica svedese, della Croce Rossa svedese e della World Medical Association; Prof. Karl Fagerström, docente ed esperto di fama internazionale nella ricerca sulle dipendenze e nella disassuefazione dal fumo e il Dr. Delon Human, medico specializzato in questioni di salute pubblica globale, già consulente di tre direttori generali dell’OMS e del Segretario generale delle Nazioni Unite.

Leggi il rapporto completo

Secondo gli autori del rapporto, l’approccio svedese, che combina metodi di controllo del tabacco con strategie di minimizzazione del danno, potrebbe salvare 3,5 milioni di vite nel prossimo decennio se altri Paesi dell’UE adottassero misure simili.

Il modello svedese combina le raccomandazioni della Convenzione quadro dell’OMS Framework Convention for Tobacco Control (FCTC), tra cui la riduzione dell’offerta e della domanda di tabacco, il divieto di fumare in determinati luoghi, ma aggiunge un elemento importante: l’accettazione dei prodotti senza fumo come alternative meno dannose.

I benefici della strategia svedese sono enormi: il Paese ha la più bassa percentuale di malattie legate al tabacco nell’UE e un’incidenza di tumori inferiore del 41% rispetto agli altri Paesi europei. Il rapporto descrive anche come la percentuale di fumatori in Svezia sia scesa dal 15% al 5,6% della popolazione in 15 anni, ponendo il Paese sulla buona strada per raggiungere lo status di paese libero dal fumo con 17 anni di anticipo rispetto all’obiettivo fissato dall’UE per il 2040.

“La Svezia ha una strategia per il tabacco di grande successo che dovrebbe essere esportata”, afferma il professor Karl Fagerström.

“Sarebbe di enorme beneficio per il mondo se più Paesi facessero come la Svezia, con misure che riducono la domanda e l’offerta e con aliquote fiscali differenziate che incentivino finanziariamente i fumatori a passare dalle sigarette ad alternative meno dannose”, ha aggiunto Fagerström.

Il rapporto è stato commissionato da Health Diplomats, un’organizzazione internazionale che lavora per migliorare l’accesso all’assistenza sanitaria, incoraggiare l’innovazione e l’uso della riduzione del danno per minimizzare l’impatto negativo di alcol, cibo, nicotina e droghe.

Alcune conclusioni del rapporto e suggerimenti per l’attuazione in altri paesi

1. Riconoscere che i prodotti smoke-free sono meno dannosi e che comportano rischi significativamente inferiori rispetto al fumo. Incoraggiare i fumatori a passare dalle sigarette ad alternative meno dannose.

2. Fornire informazioni basate sui fatti. È chiaro che non esistono prodotti del tabacco risk-free. Ma, ad esempio, le sigarette elettroniche sono meno dannose del 95% rispetto alle sigarette. Naturalmente, per un fumatore è meglio passare dalle sigarette normali alle sigarette elettroniche, anche se non è privo di rischi.

3. Decisioni politiche che rendono le alternative smoke-free più accessibili delle sigarette. Ad esempio, tasse differenziate che incentivino finanziariamente i fumatori a passare dalle sigarette ad alternative meno dannose.

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