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Panorama: “Le due nuove sigarette senza fumo”. L’intervista integrale del prof. Polosa

Le due nuove sigarette senza fumo
Di seguito vi proponiamo l’intervista integrale al prof. Riccardo Polosa pubblicata il 9 gennaio 2014 sul settimanale Panorama a cura di Mikol Belluzzi.
“Accendini e posacenere diventeranno oggetti del passato. Ma non chiamatele sigarette elettroniche, perchè le nuove “bionde”, la iQos appena lanciata da Philip Morris e la Ploom di Japan Tobacco in commercio da un anno, non utilizzano liquidi come le e-cig bensì tabacco che grazie ad una tecnologia innovativa viene riscaldato e non più bruciato, generando un effetto aerosol che oltre a limitare odori e fumo dovrebbe ridurre i danni alla salute….” 
Gentile prof. Riccardo Polosa come giudica queste nuove sigarette che utilizzano tabacco che però viene riscaldato a 300 gradi e non bruciato? Innovazione o solo marketing?
Credo che si tratti di tutte e due le cose anche se l’idea del tabacco riscaldato non è poi così nuova. Infatti, prodotti a base di tabacco riscaldato erano già stati lanciati sul mercato nel passato dalle multinazionali, ma si tratta di una storia segnata da clamorosi insuccessi commerciali. Il dilagare del fenomeno delle sigarette elettroniche come prodotti molto meno tossici rispetto alle “bionde”, ha evidenziato un segmento del mercato caratterizzato da fumatori particolarmente attenti alla salute e alle nuove tecnologie. Per via di questo, le multinazionali del tabacco hanno rivisto le loro strategie commerciali e pensato di rilanciare una versione più hi-tech di prodotti a base di tabacco riscaldato.
Queste sigarette si possono definire potenzialmente meno dannose di quelle tradizionali? Philips Morris sostiene che gli studi sono ancora in corso.
Queste sigarette sembrano assicurare una riduzione in termini di emissione di sostanze tossiche che si attesta tra il 70 ed il 90% in meno rispetto alle sigarette convenzionali. Tuttavia ricerche indipendenti saranno necessarie per confermare o meno la validità del prodotto e la sua appartenenza alla categoria a rischio ridotto, come è stato già dimostrato dalle ricerche della Lega Italiana Anti Fumo (LIAF Onlus) sulle sigarette elettroniche. Fatto 100 il rischio della sigaretta convenzionale, le sigarette elettroniche infatti si attestano su un valore pari a 4. Le nuove sigarette a tabacco riscaldato si attesterebbero intorno a 25.
Oltre ai pro ci sono anche dei contro secondo lei?
Sembra che la velocità di assorbimento della nicotina di questi nuovi prodotti sia sovrapponibile a quella della sigaretta convenzionale, quindi la dipendenza dalla nicotina sarebbe invariata. Tuttavia, va considerato che non si muore per la nicotina ma per il cocktail di sostanze tossiche liberate dal processo di combustione del tabacco.
Ci sono differenze fondamentali rispetto ai liquidi con nicotina delle sigarette elettroniche?
Questa domanda bisognerebbe farla agli utilizzatori più che a me. Dal punto di vista tossicologico il profilo dei liquidi per sigaretta elettronica è sicuramente più “tranquillo” rispetto ai prodotti riscaldati. Una altra importante diversità dei due prodotti sta nel rispondere a esigenze e gusti completamente diversi. Non tutti i fumatori sono uguali. Il tabacco riscaldato può andar bene per alcuni, ma non per altri. Non verrà probabilmente apprezzato dagli svapatori, ormai affezionati ad un prodotto che gioca la sua partita sulle tonalità e sfumature di svariati aromi, mentre probabilmente piacerà molto a quei fumatori che non vogliono rinunciare al gusto del tabacco bruciato.
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