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Disturbi alimentari negli adolescenti: le nuove frontiere del supporto online

La pandemia, e i relativi lockdown, hanno peggiorato il quadro clinico di molti adolescenti con disturbi alimentari. Lo sdoganamento dei mezzi di comunicazione e delle nuove tecnologie in qualsiasi campo relazionale ha aperto nuove frontiere per il supporto psicologico a distanza

Ansia e depressione sono due dei principali sintomi direttamente collegati ai lunghi periodi di costrizione nelle nostre abitazioni e che hanno influito negativamente sul trattamento e sull’assistenza di pazienti affetti da disturbi alimentari, sopratutto se adolescenti.

In un sondaggio condotto in Australia da aprile 2020, infatti, è stato evidenziato come il 40% degli intervistati abbia riportato un peggioramento dei sintomi dopo solo poche settimane di lockdown, mentre il 60% ha dichiarato di avere sviluppato forme di ansia e depressione, a discapito della salute generale.

In uno studio condotto dai ricercatori del CoEHAR, “Evaluation of the Effects of Telepsychotherapy in the Treatment and Prevention of Eating Disorders in Adolescents”, e pubblicato sulla prestigiosa rivista International Journal of Environmental Research and Public Health, si è analizzata al correlazione positiva tra servizi di medicina e-health, ovvero a distanza, e il miglioramento di sintomi primari e secondari correlati ai disturbi alimentari.

Secondo la definizione ufficiale, per telemedicina si intendono tutti quei trattamenti utilizzati da operatori sanitari che utilizzano le moderne tecnologie in ambito comunicativo per continuare nel trattamento, nella diagnosi o nella prevenzione di determinate patologie.

Per la review in oggetto, sono stati presi in considerazione 176 studi internazionali relativi ai trattamenti di medicina a distanza: solo 6 hanno centrato alla fine i criteri per poter essere inseriti nella ricerca.

Il numero piuttosto basso di questi studi è già di per se un dato importante che rileva quanto necessario sia continuare ad indagare le potenzialità offerte dalle nuove frontiere delle comunicazione nel trattamento di determinate categorie di pazienti.

Particolarmente rilevante è lo studio condotto da Heinicke, uno dei primi a indagare gli effetti di un programma di supporto online in un campione di ragazzi affetti da disturbi alimentari.

Nel questionario di valutazione finale, il 65% ha riportato la preferenza di seguire un programma di assistenza online e l’88% ha dichiarato un miglioramento moderato o significativo degli schemi alimentari.

Solo il 15% ha dichiarato che avrebbe preferito gli incontri faccia a faccia.

In generale, tutti gli studi analizzati riportano miglioramenti nel medio e nel lungo termine.

“Rispetto ai disturbi alimentari, la telepsicoterapia può essere una soluzione vincente” spiega la dott.ssa Marilena Maglia, prima autrice dello studio “Si deve anche considerare che tali problematiche colpiscono una fascia di età molto giovane, avvezza all’uso della tecnologia in tutte le sue forme: queste tipologie di intervento possono quindi aiutare nell’avere un canale ulteriore di comunicazione con tali soggetti”.

Nonostante, infatti, le terapie di telemedicina debbano ancora essere definite e allargate anche alla platea di soggetti affetti da anoressia, sia i pazienti che le loro famiglie esprimono una generale soddisfazione nei confronti di questo tipo di servizio.

Si tratta di modalità di intervento che si configurano come durature nel tempo, con meno stress per i soggetti considerati e un costo decisamente inferiore per i servizi territoriali di assistenza, sopratutto nelle regioni in cui tali servizi non sono inclusi nelle linee di supporto standard.

Va considerato comunque che tutti i soggetti beneficiano maggiormente di un contato diretto, sopratutto se adolescenti, ma queste nuove forme di assistenza devono essere studiate maggiormente per definire standard qualitativi utili per evitare peggioramenti improvvisi o per preparare forme di intervento laddove non sia possibile intervenire in latra maniera.

In conclusione, è doveroso aggiungere che questo tipo trattamento alternativo, con un assistenza ed un monitoraggio psicologico continuo, potrebbe essere d’aiuto anche per gli adolescenti che, purtroppo, si avvicinano al fumo troppo presto acquisendo abitudini malsane già consolidate in maniera cronica anche prima della maggiore età. Intervenire sugli adolescenti per evitare di introdurli al fumo di sigaretta convenzionale è una priorità per tutti.

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