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martedì, Agosto 4, 2020
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Polosa difende il rapporto inglese sulle e-cig dall’attacco di Lancet

“Il Public Health of England si basa su evidenze scientifiche confuse” – è questo il titolone di un’editoriale del Lancet, blasonata rivista scientifica internazionale, che la scorsa settimana ha generato non poche polemiche e scompiglio tra gli scienziati pro sigaretta elettronica.

Gli esperti del Lancet, il 29 agosto, hanno infatti tentato di minare le basi dell’ultimo rapporto condotto nel Regno Unito per conto di Public Health England (PHE), secondo il quale le sigarette elettroniche sono per il 95% più sicure rispetto alle sigarette convenzionali. In particolare, hanno criticato aspramente il razionale di uno degli studi su cui si basa il rapporto, tentando di paragonarlo a un mero esercizio di riflessione svolto da esperti reclutati sulla base di interessi, attaccando personalmente anche alcuni degli autori, tra cui il prof. Riccardo Polosa.

Ovviamente, le risposte a questo provocatorio editoriale non hanno tardato ad arrivare.  E anche il prof. Polosa, in una breve ma intensa lettera all’editore, difende lo studio che ha permesso di stilare una scala del rischio dei prodotti contenenti nicotina, la sua metodologia e il criterio di reclutamento degli esperti nonché la propria reputazione di scienziato indipendente.

L’approccio utilizzato per l’elaborazione della scala del rischio ( i.e. MCDA  – Analisi di Decisione Multi-Criteriale -) è infatti una metodologia approvata per i contesti decisionali, che consente a un gruppo di esperti di varie discipline di decidere la migliore soluzione o perlomeno quella ottimale nei casi per cui dati definitivi non esistono ancora.  “Tale forma di conferenza decisionale è stata applicata in migliaia di progetti” – si legge nella risposta di Polosa, e nello specifico –  “Il giudizio del gruppo è importante per stilare un punteggio iterativo che porta a un livello concordato di danni per i prodotti contenenti nicotina in esame”.

“Mettendo in dubbio le competenze degli esperti reclutati, Il Lancet  cerca di minare il valore scientifico delle analisi multi-criteriali” – continua il prof. Polosa nel commento. “La realtà è che si attacca inutilmente il metodo senza comprendere che i partecipanti formavano invece un gruppo multidisciplinare con competenze specifiche e complementari. Tra questi, un farmacologo comportamentale (che era l’ex presidente della Società per la Ricerca sulla Nicotina e sul Tabacco), medici (tra cui il presidente dell’Associazione Medici del Sud Africa e l’ex presidente dell’Associazione Mondiale Medici), un avvocato con esperienza in politiche di controllo del tabacco, un eminente tossicologo, più altri soggetti con prestigiose pubblicazioni su nicotina e tabacco”.

“Il risultato per cui le e-cig sono il 95% meno dannose di tabacco combustibile potrebbe cambiare con l’evolversi del prodotto” – si legge ancora. “L’innovazione infatti probabilmente ridurrà ancora di più questi rischi residui al minimo possibile, adottando nuove tecnologie e applicando standard di sicurezza e di qualità ad hoc”.

E all’attacco personale nei suoi confronti per dei potenziali conflitti di interesse da Polosa peraltro sempre dichiarati in qualunque studio, egli così replica: “E’ ironico che il Lancet sia più preoccupato per il mio coinvolgimento temporaneo con una piccola società di e-cig, che ha cessato l’attività anni prima che lo studio fosse effettuato, che con i finanziamenti alla ricerca ricevuti da società farmaceutiche.”

“Inoltre – ha aggiunto lo scienziato catanese – da quando l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha esteso la regolamentazione per la ricerca sui prodotti da tabacco anche a quella sulle sigarette elettroniche, i ricercatori si sono trovati da un giorno all’altro a dover rispondere di responsabilità e limiti che, un anno prima, non credevano nemmeno fossero possibili. La natura di questi problemi è semplicemente ideologica, è una disputa tra i sostenitori della teoria della riduzione del danno e i sostenitori del principio di precauzione.”

Punti di vista opposti che danno adito a polemiche sterili e poco produttive, aggiungiamo noi della LIAF, e che allontanano dal vero obiettivo della scienza: salvare vite umane.

 

 

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