25.4 C
Catania
venerdì, Luglio 10, 2020
Home Comunicati stampa DIASMOKE: Lo studio indagherà la riduzione della dipendenza da nicotina nei pazienti...

DIASMOKE: Lo studio indagherà la riduzione della dipendenza da nicotina nei pazienti diabetici

Progetto DIASMOKE: l’Italia vince il GRAND,premio internazionale per la ricerca

Il Centro per la Prevenzione e Cura del Tabagismo dell’Università di Catania e dell’Ospedale Vittorio Emanuele ha vinto il GRAND, l’award per la ricerca internazionale sulla dipendenza da nicotina, con il progetto DIASMOKE.
Lo studio clinico DIASMOKE, ideato dal Prof. Riccardo Polosa, esperto internazionale in cure antitabagiche, ha l’obiettivo di indagare gli effetti della vareniclina tartrato (Champix), sostanza che agisce sui recettori della nicotina riducendo i sintomi astinenziali, nei pazienti diabetici per la disuassefazione dal fumo di sigaretta, verificandone efficacia e tollerabilità.
Lo studio che partirà in occasione della Giornata Mondiale Antifumo, indetta dall’OMS per il 31 maggio, prevede l’arruolamento di 300 pazienti con diabete di tipo 2 che fumano almeno 10 sigarette al giorno e che sono motivati a smettere. Tutti i partecipanti verranno sottoposti a couselling antifumo, controlli ed esami di laboratorio, per valutare il successo e la sicurezza del trattamento che durerà 12 settimane, con controlli a 6 mesi e un anno.
<< Questa ricerca è un’opportunità unica per tutti i pazienti diabetici fumatori – afferma il Prof. Riccardo Polosa responsabile del CPCT dell’Università di Catania, – i risultati dello studio avranno risonanza mondiale e si potranno così aiutare numerose persone alleviando i sintomi correlati al fumo di sigarette che aggravano i disturbi del diabete>>.
<<La vittoria del GRAND, il Global Research Awards for Nicotine Dependence, come miglior progetto internazionale dedicato alle cure antitabagiche – afferma il Dott. Pasquale Caponnetto ricercatore e psicologo coordinatore dello studio DIASMOKE- conferisce prestigio all’Italia che condurrà uno studio unico nel suo genere, ottenendo un ruolo leader nei programmi di cessazione da fumo di sigaretta>>.
Diabete mellito e fumo di sigaretta costituiscono noti fattori di rischio per lo sviluppo di patologie cardiovascolari e per l’aggravarsi dei disturbi correlati. Tuttavia i dati disponibili in letteratura sui benefici della cessazione del fumo nei pazienti diabetici, sono scarsi. Inoltre non esistono informazioni dettagliate su efficacia e sicurezza della terapia antifumo per i fumatori diabetici.
Il progetto, ha inoltre ottenuto il supporto della LIAF-Onlus, Lega Italiana Antifumo.
Ufficio Stampa LIAF-Onlus Lega Italiana Antifumo
Dott.ssa Gabriella Papale
3,266FansLike
211FollowersFollow

Ultimi articoli

FDA: le IQOS (dispositivi che non bruciano) sono a rischio modificato

Secondo le nuove linee guida, l'IQOS è un “modified-risk tobacco product application” – MRTPA, ovvero un "dispositivo a rischio modificato". Ciò significa che può essere commercializzato come un prodotto che non danneggia come le sigarette convenzionali avendo, come dimostrato da diversi studi, delle caratteristiche diverse.

Sigaretta ed ecig: qualche differenza nella dipendenza per i vapers?

Uno studio americano ha analizzato i dati provenienti dal PATH (Population Assessment of Tobacco and Health) nel periodo tra il 2013 e il 2016 e ha rilevato che l'utilizzo di ecig è associato a livelli di dipendenza da nicotina più bassi rispetto al fumo della sigaretta convenzionale

Storie di ex fumatori: il rapporto con il fumo di Salvatore Grillo

Il rapporto con il fumo di Salvatore Grillo, per la rubrica Storie di Ex Fumatori, della nostra giornalista Gabriella Finocchiaro.

Fumo e COVID19: i fumatori ospedalizzati sono molto meno del previsto ma hanno già una malattia più grave

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista "Therapeutic Advances in Chronic Disease" fornisce importanti informazioni sulla questione legata al fumo e al COVID-19. Il numero di fumatori affetto da COVID-19 e che richiede il ricovero in ospedale è di gran lunga inferiore al previsto in base ai tassi di fumo della popolazione. I pochissimi fumatori che alla fine sono ricoverati in ospedale hanno maggiori probabilità di malattie gravi ed esiti negativi