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Le Societa’ scientifiche respiratorie contro le e-cig. Polosa: “Attacco gratuito. Accecati da un costrutto ideologico”

Le Societa’ scientifiche respiratorie contro le e-cig. Polosa: “Attacco gratuito. Accecati da un costrutto ideologico”.
“Nonostante le evidenze dimostrano che svapare è molto più sicuro che fumare, che le sigarette elettroniche non contengono tabacco e non presentano i rischi della combustione, che milioni di fumatori nel mondo utilizzano con successo questi prodotti per smettere di fumare e che i sintomi respiratori di fumatori con malattie polmonari ostruttive che hanno adottato le sigarette elettroniche sono nettamente migliorati, le più note Società Scientifiche di Medicina Respiratoria (n.d.r. FIRS – Forum of International Respiratory Societies) si ostinano a sostenere che questi prodotti rappresentano un pericolo per la salute pubblica e che vadano addirittura banditi” è quanto dichiara la Prof.ssa Lidia Proietti, Presidente di LIAF, commentando il contenuto di un recente comunicato diffuso dal FIRS in relazione alle sigarette elettroniche.
Ma mentre queste Società Scientifiche si piccano di demonizzare la molto meno pericolosa sigaretta elettronica che non ha ucciso una sola persona, nessun cenno al fatto che le sigarette convenzionali rimangano largamente disponibili sul mercato anche se responsabili di milioni di morti. Viene da pensare ad un attacco gratuito che mira a confondere i professionisti della salute e i fumatori sugli effetti di un prodotto che ha tangibilmente dimostrato di essere un valido strumento di uscita dal tabagismo.
Ma per quale motivo queste Società Scientifiche, sfruttando la propria autorevolezza, insistono nel mantenere lo status quo di milioni di fumatori? I cinici potrebbero affermare che una situazione talmente “destabilizzante” per il mondo del tabacco potrebbe far perdere a questi medici un numero altissimo di pazienti affetti da malattie polmonari fumo-correlate e la loro naturale fonte di reddito. Ma forse la verità è che i referenti di queste istituzioni sono accecati da un costrutto puramente ideologico dove le evidenze scientifiche, seppur evidenti, non giocano alcun ruolo dato che non supportano la loro ideologia. La loro avversione per qualsiasi cosa che possa ricordare la sigaretta convenzionale è talmente accesa e sanguigna che si manifesta anche contro tutte le più convincenti e solide prove.
La polemica tra gli esperti di salute mondiale si è consumata anche in Italia tra le pagine del Corriere della Sera. “Le sigarette elettroniche, tanto di moda in questi anni, potrebbero essere molto meno innocue di quanto non si creda e forse non servono neanche a smettere di fumare” – scrive lo pneumologo Sergio Harari in un articolo pubblicato lo scorso 18 luglio 2014 nel quale egli stesso ha illustrato alcuni contenuti del documento FIRS e la proposta che la diffusione del fumo elettronico venga “vietata o limitata e, qualora concessa, regolata con le stesse norme utilizzate per la commercializzazione delle sigarette tradizionali”.
Affermazioni forti che hanno subito provocato la replica del prof. Riccardo Polosa, ordinario di Medicina interna, l’autore più produttivo e autorevole nel panorama scientifico internazionale nel settore e-cig:
https://www.liafmagazine.it/page.php?id=206-riccardo-polosa-lo-scienziato-che-ha-prodotto-piu-pubblicazioni-al-mondo-nel-campo-della-sigaretta-elettronica
Polosa ha risposto come sia: “ … evidente che chi ha scritto il comunicato sembra misconoscere il concetto di riduzione del danno da tabacco. La sigaretta elettronica è stata sempre promossa come prodotto sostitutivo del fumo. I dati raccolti negli ultimi cinque anni dimostrano come il vapore delle e-cig sia fino a 2000 volte meno tossico rispetto al fumo di tabacco, ed è scandaloso che società scientifiche blasonate facciano finta di dimenticarsene … Il vapagismo è una valida porta di uscita dal tabagismo. Negarlo, e in questo modo, fa male alle persone e alla credibilità della comunità scientifica”.
“Mi spiace dirlo, – ha continuato Polosa – ma questa ingerenza delle Società Medico-scientifiche nelle scelte e nei comportamenti dei fumatori non tiene in nessun conto l’umiltà e l’empatia, elementi distintivi di una professione medica improntata al principio del giuramento di Ippocrate”.
E’ possibile che milioni di fumatori stiano scoprendo qualcosa che funziona e che può dare loro vantaggi immediati in termini di benessere e autostima, oltre che un significativo miglioramento a lungo termine della salute e delle aspettative di vita. Il tono del documento FIRS e degli elementi più conservatori della comunità medica è che le opinioni e le esperienze degli utenti semplicemente non contano o sono aneddoti senza valore.
LIAF consiglia a tutti i medici che hanno assunto una visione sprezzante o semplicemente superficiale nei confronti di questi prodotti di leggere alcune delle numerose testimonianze esistenti e di ricordare a sé stessi il vero e più profondo significato della professione medica.

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