giovedì, Giugno 20, 2024
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Giornata Mondiale Antifumo: il CoEHAR apre le porte ai giovani

Specializzandi, dottorandi, giovani ricercatori e studenti dell’Università Di Catania hanno coordinato l’annuale momento di incontro dedicato alla Giornata Mondiale Antifumo e organizzato dal COEHAR, raccontando esperienze vissute nei propri contesti di riferimento, tra scuola, università, ospedali e laboratori di ricerca. 

Il World No Tobacco Day 2024, ovvero al Giornata Mondiale Antifumo, si impegna a proteggere i giovani e ad attuare le strategie necessarie per creare un mondo libero dal fumo. 

Quando sentiamo parlare di noi, a volte proviamo la sensazione di non essere rappresentati per ciò che siamo davvero. Ci vengono imposte etichette che non sempre raccontano i nostri stili di vita. Rare volte siamo stati chiamati da istituzioni ed esponenti della comunità scientifica ad esporre il nostro pensiero sulla dipendenza da fumo o sull’utilizzo di strumenti senza combustione. È importante, invece, riconoscere che questa lotta non è individuale ma collettiva e richiede supporto ed educazione in ogni ambito. La nostra non è una  proposta di intenti ma una promessa di impegno per creare insieme un futuro senza fumo” – ha aperto così i lavori del seminario di CoEHAR lo studente di Medicina e Chirurgia, Andrea Comisi, che ha letto una lettera a nome di tutta la comunità studentesca. 

Quest’anno, la conferenza diretta dal prof. Riccardo Polosa e dal prof. Giovanni Li Volti, rispettivamente fondatore e direttore del Centro di Ricerca per la Riduzione del danno da Fumo del Dipartimento di Medicina Clinica e Sperimentale dell’Università di Catania, ha cambiato il proprio format rivolgendo massima attenzione al pensiero dei giovani. Alla platea formata da oltre 250 studenti, che si è riunita presso l’Aula Magna della Torre Biologica, grazie anche alla collaborazione delle associazioni di studenti e della Lega Italiana Anti Fumo, sono intervenuti 21 relatori tra giovani medici, ricercatori, specializzandi e studenti di area medica. 

In accordo con le linee guida dell’OMS, intendiamo proteggere i giovani dalla dipendenza da fumo ma vogliamo farlo ascoltando direttamente la loro opinione e i loro bisogni” – ha spiegato il prof. Li Volti che si è anche impegnato a formalizzare i contenuti nel dibattito con un documento condiviso. “Invieremo i risultati di questo confronto direttamente al tavolo dei rappresentanti del Ministero della Salute – ha aggiunto – per consentire loro di definire proposte di politica pubblica in linea con quanto sin qui emerso”. 

Il seminario CoEHAR è stato suddiviso in aree tematiche per consentire a tutti un confronto ed un dibattito aperto e partecipato. Dalla pratica clinica, testimoniata dagli specializzandi di Medicina d’emergenza e d’urgenza impegnati in prima linea negli ospedali della città, si è passati al dibattito sul fumo come dipendenza psicologica ma anche comportamentale e alle conseguenze che questo ha nei rapporti sociali e nelle relazioni di coppia. Senza tralasciare il grande supporto che le nuove tecnologie, come l’intelligenza artificiale, stanno dando alla ricerca di strategie efficaci per la cessazione. Tra le aree di confronto anche: l’approccio che i medici devono avere nei confronti dei pazienti fumatori, l’impatto che il fumo ha sulla salute e sull’aspetto fisico, l’alimentazione giusta per sconfiggere la voglia di fumare, l’influenza nei contesti sociali di riferimento, le malattie infettive correlate all’abitudine tabagica, l’uso dei prodotti alternativi, l’efficacia delle strategie di riduzione del danno ed, infine, la necessità di più informazione esaustiva e meno fake news e bias nella ricerca scientifica. 

La ricerca sulla riduzione del danno da fumo – ha concluso il prof. Riccardo Polosa – vede impegnati centinaia di giovani su più ambiti disciplinari, dall’innovazione tecnologica, sino alla pratica clinica. Eccellenze e talenti che da Catania si stanno muovendo in giro per il mondo per esportare e disseminare i risultati di tutti i progetti di ricerca coordinati dal CoEHAR”. 

chiara nobis

Giornalista praticante, collabora con LIAF, dove scrive di salute e attualità. Appassionata di sport, con un passato da atleta agonista di sci alpino, si diletta nell'indagare le nuove frontiere della comunicazione e della tecnologia, attenta alla contaminazione con generi e linguaggi diversi.

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