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La rivoluzione del vaping in Australia: l’intervista al Dott. Colin Mendelsohn

La scorsa settimana, il Royal Australian College of General Practiotioners ha pubblicato le nuove linee guida in materia di smoking cessation, permettendo ai medici di base di consigliare l’utilizzo delle ecig a coloro che sono intenzionati a smettere di fumare.

In tutto il mondo, un fumatore che vuole ricevere consigli su come smettere di fumare si rivolge al proprio medico di famiglia. E questo succede ovunque. Per quanto riguarda l’Australia, l’utilizzo delle ecig comporterebbe portare una ventata di aria fresca nei percorsi di smoking cessation, migliorando al contempo le condizioni di salute pubblica, se fosse concesso ai fumatori di accedere facilmente e legalmente a una serie di prodotti approvati e regolamentati.

Ora le cose sono cambiate e sono state pubblicate nuove linee guida. Abbiamo intervistato il Dott. Colin Mendelsohn, fondatore della Australian Tobacco Harm Reduction Association e membro dell’Expert Advisory Group che sviluppa le linee guida in materia di smoking cessation in Australia.

Colin Mendelsohn, qual è stata l’evoluzione dei programmi di smoking cessation in Australia? Quali sono le attuali statistiche che riguardano il fumo?

L’Australia è stata per anni una delle nazioni più restrittive in materia di regolamentazione del tabacco, con confezioni non vistose e il prezzo delle sigarette più alto nel mondo. Un pacchetto di Marlboro costa 30 dollari australiani contro i 9 dollari australiani di uno in Italia (tasso di conversione euro-dollaro attuale). Dal 1991 al 2013 i tassi di fumatori sono quasi dimezzati.

Nonostante ciò, dal 2013 le cose sono cambiate davvero poco. Le ultime statistiche parlano del 15.2% di fumatori adulti e il fumo è ad oggi ancora la principale causa di morte e di malattia prevenibile in Australia con oltre 21.000 fumatori morti ogni anno.

Le strategie tradizionali per contrastare la diffusione del fumo non stanno funzionando e necessitiamo di metodi efficaci e innovativi per dare un supporto ai metodi di smoking cessation tradizionali.

Il vaping è effettivamente bandito in Australia ed è un reato possedere liquidi contenti nicotina senza una prescrizione. Di conseguenza, le statiche sul vaping sono molto basse: solo l’1.2% di adulti sono infatti svapori.

Le statistiche sul fumo di altri paesi, dove il vaping è legale, ci dicono che i tassi sono in costante decrescita ed è dunque possibile supporre che il vaping in Australia potrebbe aiutare molte persone a smettere, secondo il nostro recente studio pubblicato su Drug and Alcohol Review.

Un’altra area che dovrebbe essere sviluppata è quella dell’assistenza professionale nei percorsi di smoking cessation. Le sovvenzioni e i fondi per aiutare i fumatori a smettere scarseggiano, nonostante sia uno degli interventi di salute pubblica più convenienti.

Come si è arrivati a sviluppare queste nuove linee guida nonostante l’ostilità mostrata nei confronti del vaping?

Il Royal Australian College of General Practitioners ha sviluppato le linee guida sulla smoking cessation, che sono fondamentalmente una guida basata su prove scientifiche che permette i professionisti del settore sanitario di aiutare i fumatori a smettere.

Le ultime linee guida sono state sviluppate da un vasto numero di esperti del settore. Inizialmente, è stata condotta una meta-analisi per determinare l’efficacia del vaping. Successivamente, i membri del comitato hanno votato sulle varie raccomandazioni contenute nelle linee guida.

Il risultato finale è stato che le linee guida attuali consigliano l’utilizzo del vaping per i fumatori che non sono riusciti a smettere con i programmi tradizionali e che si sono rivolti a professionisti per ricevere ulteriori informazioni. Il consenso informato è fondamentale e i fumatori devono sapere che i prodotti non sono regolamentati, che i rischi a lungo termine sono ancora sconosciuti e di evitare il doppio uso.

Le linee guida così concepite sono state una sorpresa per molte persone in quanto gli organi di salute pubblica australiano e le associazioni di professionisti sono generalmente concordi nel contrastare la diffusione del vaping. Le nuove linee guida rappresentano un passo fondamentale nella lotta per la legalizzazione del vaping in Australia.

Quali sono i passi necessari per contrastare il fenomeno del fumo?

Le strategie per ridurre il fumo sono conosciute e sottolineate nel Framework Convention on Tobacco Control, che essenzialmente riguarda:

  • strategie per ridurre la domanda di prodotti a base di tabacco (aumentando tasse, campagne di sensibilizzazione sui mass media, bandendo la pubblicità, garantendo zone smoke-free, implementando i trattamenti per aiutare i fumatori a smettere)
  • strategie per ridurre le forniture di prodotti da fumo (riducendo il numero di rivenditori, non garantendo l’accesso alla compravendita ai più giovani)
  • strategie per ridurre il danno per chi continua a fumare, con prodotti più sicuri a base di nicotina, come il vaping, lo snuss e i prodotti a tabacco riscaldato

Qual è la sua opinione sule ultime dichiarazioni dell’OMS in materia di ecig?

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente pubblicato sul vaping un Q&A. Un documento vergognoso pieno di informazioni false e fuorvianti che riflette il pregiudizio dell’OMS e la sua determinazione e ostracizzare il vaping, nonostante prove scientifiche ne evidenzino l’efficacia.

Clive Bates ha redatto un’analisi eccezionale di questo documento, mentre esperti inglesi ne hanno aspramente criticato il contenuto al Science Media Center.

Il pregiudizio nei confronti del vaping da parte dell’OMS è stato chiaro fino a un certo punto, ma ad oggi se parliamo di vaping l’OMS ha perso di credibilità .

Di questo articolo si può leggere anche la versione inglese.

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