11.8 C
Catania
sabato, Dicembre 5, 2020
Home L'esperto risponde Sesso e fumo: quanto influisce il COVID sulle coppie?

Sesso e fumo: quanto influisce il COVID sulle coppie?

Se qualche mese fa ci avessero detto che avremmo passato i successivi 50 giorni chiusi in casa, forse avremmo per tempo provveduto a organizzarci meglio. C’è chi avrebbe comprato libri, chi set per la pittura o chi avrebbe anticipato tutti ordinando su Amazon gli ormai introvabili set da palestra. Quello su cui proprio non potevamo lavorare era smussare i lati più spigolosi del nostro carattere: eh si, perché siamo chiusi in casa con uno dei nostri peggiori nemici, noi stessi. Ansie, paure, stress, comportamenti ritualistici, abitudini, il pregresso: abbiamo imbottigliato tutto all’interno di quattro mura. E per quanto la maggior parte del popolo italiano viva in case più o meno comode e funzionali, ci siamo dovuti adattare e confrontarci H24 con le persone con cui conviviamo, molto spesso il/la partner. 

Per alcuni la quarantena si è trasformata in una riscoperta dell’altro e delle gioie della vita insieme, influenzando positivamente il rapporto sessuale, quell’intimità che ci lega alla persona che abbiamo scelto. Per altri invece, esser confinati in casa e gestire un carico sempre maggiore di stress emotivo si è tradotto in un progressivo allontanamento dalle lenzuola.

Cosa ha influito veramente sull’approccio al sesso delle coppie? Tra 9 mesi avremo un boom di nascite o sarà il contrario??

Per rispondere a questa serie di domande ci siamo rivolti al Prof. Emmanuele Jannini, ordinario di Endocrinologia e Sessuologia Medica all’Università di Roma Tor Vergata. Il Prof. Jannini ha reso disponibile online un survey in forma anonima, ad oggi già compilato da oltre 8000 persone, dove i comportamenti sessuali e sentimentali vengono messi in relazione con la personalità.

Prof. Emmanuele Jannini

“Lo studio vuole spiegare per quale motivo molti sperimentano un calo di desiderio mentre per altri vale esattamente l’opposto. Non siamo tutti uguali: gli stili di attaccamento, ovvero le modalità con cui la nostra personalità si è formata, le nostre esperienze pregresse, influenza in maniere estremamente precisa quali saranno i nostri comportamenti da adulti, soprattutto in condizioni di crisi. Uno studio che alla fine regala anche una piccola sorpresa: un profilo di personalità psicosessuologica per meglio capire quale carattere conferisce una sorta di immunità, per utilizzare un termine che va per la maggior in questo periodo, nei confronti dell’obbligo di essere tutti i giorni accanto al nostro compagno o compagna, spiegando il motivo per cui per alcuni tale situazione è frustrante, trasformandosi in noia e insofferenza, mentre per altri vale l’opposto”.

I questionari sono tutti psicometrici validati: invece di rispondere semplicemente alla domanda “quante volte fai sesso?”, con scarsa rilevanza scientifica, si misurano lo stato di ansia, depressione, la capacità erettile, l’orgasmo o la mancanza di desiderio, cioè tutti quei parametri che sono oggetto si crisi durante la quarantena. 

L’obiettivo è superare quota 10.000 questionari compilati per poter procedere sulla base di un dato statisticamente rilevante e correlare le abitudini sessuali della quarantena alle caratteristiche indogene della personalità, elaborando un modello che aiuti a superare le situazioni di crisi.

“Non c’è animale più plastico dell’uomo: le nostre capacità di adattamento sono straordinarie. Ci lamentiamo tanto di essere confinati in una casa più o meno confortevole mentre ci sono popolazioni che da millenni resistono in condizioni più estreme come gli inuit negli igloo.

Uno dei trucchi dell’adattamento è non borbottare o lamentarsi. E resistere al desiderio infantile di trovare un colpevole a tutti i costi. L’idea della personalità è una cifra di ognuno di noi: iniziare a valutare le scelte considerando che sono dettate da una spettro predominante nel nostro carattere può aiutarci a modificare le nostre risposte future”.

Stress e ansia che giocano un ruolo fondamentale anche nelle dipendenze, come quelle da fumo: la quarantena potrebbe aver fatto ricadere nel vizio molti ex fumatori, oppure averli dissuasi dall’intraprendere un percorso di smoking cessation grazie all’ausilio di strumenti a rischio ridotto, come le e-cig. E il fumo è un fattore che incide sulla vita sessuale in quarantena?

“Difficile immaginare un nemico peggiore della sessualità del fumo si sigarette bruciata.

L’associazione diabolica dei veleni che esso contiene e della nicotina sono dimostrati essere feroci nemici del sesso. Abbiamo anche in mente di allargare il survey a questi comportamenti mal adattativi, quali il fumo. Pensiamo ad atteggiamenti autolesionisti: di fronte alla scelta di metterci a dieta, alcuni riescono mentre altri desistono. Di fronte a tali situazioni stressanti, la nostra reazione dipende dal carattere, dalla personalità. Ci sono persone che approfittano di questa situazione per fare sacrifici, ci sono invece altri che rimangono totalmente schiacciati dalla situazione. Anzi avendo magari pianificato di cambiare stile o smettere di fumare, sdraiati o schiacciati dall’epidemia non lo fanno e falliscono. E questo è uno degli effetti collaterali del COVID-19: lo dovremo documentare, ma potremo inserire anche la relazione con il fumo da sigaretta”

3,271FansLike
211FollowersFollow

Ultimi articoli

L’SRNT PREMIA IL COEHAR, ATTESO AL MEETING ANNUALE SRNT 2021

Il centro di ricerca catanese tra le eccellenze selezionate per l’edizione dell’evento annuale che, per quest’anno, si svolgerà online dal 24 al 27 febbraio

COVID-19 E SIGARETTA ELETTRONICA: ESISTE UN RISCHIO CONNESSO?

Svapare aumenta le percentuali di rischio di trasmissione dell’infezione da SARS-Cov-2 a causa delle piccole particelle emesse durante l’esalazione dell'aerosol delle sigarette elettroniche? Per rispondere a questa domanda, il CoEHAR, Centro di Ricerca per la Riduzione del Danno da Fumo dell’Università degli Studi di Catania, in collaborazione con l’Istituto di Scienze Nucleari di Città del Messico e la MyriadPharmaceuticals di Auckland, ha valutato le possibilità che le particelle emesse durante lo svapo possano aumentare il rischio di contagio da coronavirus.

Fumo e pandemia: come combattere l’abitudine?

Mentre la seconda ondata di infezione da Covid-19 colpisce il mondo e un nuovo lockdown è in vista, aumentano anche le tensioni psicologiche sulle persone. Cosa abbiamo imparato dalla pandemia da un punto di vista psicologico?

VAPING: Lo studio che dimostra come l’esperienza sensoriale aiuta a smettere di fumare

Il vaping vince dove le terapie ufficiali hanno fallito. Ma qual è il segreto del suo successo? Questo si sono chiesti i ricercatori DiPiazza, Caponnetto, Askin, Christos, Maglia, Gautam, Roche e Polosa. Il frutto di tale ricerca è stato appena pubblicato sulla prestigiosa rivista internazionale Harm Reduction Journal.