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De Blasio: fumo e svapo aumentano i rischi per chi contrae il coronavirus

Anche a New York il primo cittadino Bill de Blasio dice la sua su svapo, fumo e coronavirus, ma il Prof. Riccardo Polosa interviene con un tweet infuocato.

Da oltreoceano, il sindaco di New York De Blasio ha infatti dichiarato durante una conferenza che i fumatori e gli svapatori sono più a rischio di incorrere in gravi decorsi patologici se contraggono il coronavirus.

“Se sei un fumatore o uno svapatore sei più a vulnerabile” ha dichiarato De Blasio, chiedendo ai newyorkesi di cercare aiuto per smettere. Se siete fumatori o svapatori questo è un ottimo momento per abbandonare il vizio e noi vi aiuteremo”.

Rischio maggiore sopratutto per quei soggetti che rientrano in determinate categorie: gli over 50 o le persone affette da particolari patologie cardiovascolari, ai polmoni, con diabete o con il sistema immunitario compromesso.

La dichiarazione non è però di certo passata inosservata e con un tweet infuocato, il prof. Riccardo Polosa, fondatore del CoEHAR, ha appena affermato:

“Su quali prove scientifiche ci stiamo basando? Anche se è stato dimostrato che il fumo aumenta la suscettibilità alle infezioni respiratorie, ai batteri e ai patogeni virali e smettere di fumare sembra abbassare il rischio di infezioni respiratorie, lo stesso non si può applicare agli svapatori” 

“L’uso regolare di sigarette elettroniche può ridurre l’attività dei patogeni, probabilmente a causa della presenza di glicole propilenico nell’aerosol, che è riconosciuto abbia una funzione antibatterica e antivirale. L’attività antibatterica è stata recentemente mostrata nei liquidi per sigarette elettronica in commercio. Inoltre, un sondaggio online suggerisce che il vaping non aumenta i tassi di infezione e può infatti portare a un diminuzione delle infezioni virali delle vie superiori” – ha aggiunto Polosa.

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