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Per lo studio “Global burden of Disease” il fumo è il fattore di rischio numero 1 nei paesi nordici

Lo studio “Global Burden of Diseases, Injuries and Risk Factors” del 2017 ha analizzato sia i fattori di rischio, letali e non, sia il tasso di incidenza delle malattie nelle regioni del Nord Europa.

Nonostante differenze socio-culturali, Svezia, Danimarca, Finlandia, Islanda e Norvegia mostrano similitudini in termini di qualità della vita, economia e parità di genere. Il modello nordico si sviluppa intorno alla “sicurezza sociale”, termine che comprende un sistema a 360° di assistenza al cittadino, dall’istruzione gratuita a un sistema sanitario nazionale accessibile da tutti. Le differenze di sviluppo sociale determinano fattori di rischio e di incidenza delle patologie diversi da stato a stato.

Lo studio, pubblicato sulla rivista internazionale The Lancet, si basa sulla classificazione dei fattori di rischio e della cause di malattia in quattro livelli distribuiti in ordine crescente. In particolare, i risultati presi in oggetto riguardano 167 cause dirette e 39 fattori di rischio generali della popolazione appartenenti al livello 3.

Analizzando sia la popolazione maschile che quella femminile, è emerso che il fumo è il fattore di rischio numero uno per l’incidenza di patologie di diverso tipo per entrambi i sessi in tutte le nazioni studiate, a parte per i maschi in Svezia (secondo posto) e per uomini e donne in Finlandia (quarto posto). 

Politiche sociali e di prevenzione relative al fumo più o meno efficaci determinano tassi di incidenza di patologie fumo-correlate diversi: in Danimarca, ad esempio, dove tali politiche sono meno restrittive che in altri paesi nordici, il fumo rappresenta uno dei fattori di rischio da tenere maggiormente sotto controllo, a differenza della Norvegia, dove la regolamentazione del tabacco passa attraverso norme più severe.

Secondo lo studio, il fumo, in tutte queste nazioni, è causa del 16,4% delle patologie cardiovascolari e del  23,7% di tumori. Tassi che si alzano se si considera la sola popolazione femminile danese.

In Svezia, invece, l’utilizzo di snus diminuisce il tasso di incidenza delle patologie direttamente correlate al vizio del fumo. 

Fumo che risulta essere molto meno diffuso tra i giovani che tra gli adulti: se le regioni nordiche continueranno con successo nelle loro politiche di smoking cessation e prevenzione a livello giovanile, il tasso sembra destinato ad diminuire.

Danimarca, Norvegia, Finlandia, Islanda e Svezia sono tra le 13 nazioni al mondo a mostrare un declino nel tasso di diffusione del fumo tra il 1990 e il 2015.

Storicamente oggetto di una storia simile e geograficamente vicine, queste nazioni si prestano a poter condividere tra loro sistemi di assistenza sanitaria e lotta al fumo , soprattutto alla luce dei dati che riguardano la Danimarca, dove il fumo risulta essere un problema sanitario e sociale più allarmante che negli altri paesi. 

Giornalista praticante, collabora con LIAF, dove scrive di salute e attualità. Appassionata di sport, con un passato da atleta agonista di sci alpino, si diletta nell'indagare le nuove frontiere della comunicazione e della tecnologia, attenta alla contaminazione con generi e linguaggi diversi.

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