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venerdì, Ottobre 30, 2020
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Dopo la legge antifumo: Aria più pulita al bar

E’ cambiata l’aria nei bar e nei ristoranti italiani. Le prime misurazioni effettuate nei locali pubblici dopo l’entrata in vigore della legge antifumo hanno...

I medici fumano più dei loro pazienti

Recenti sondaggi indicano come, nel nostro Paese, la percentuale di medici col “vizio” sfiora il 40%; venti volte più che negli Usa, dove la percentuale...

Scadimento della salute nei giovani fumatori

Perfino una breve storia di tabagismo sembra nuocere alla qualità della vita. Secondo il Dr. Martinez e coll. dell’Università di San Paolo (Brasile), che...

Novità… il vaccino antifumo

E’ di questi ultimi giorni la notizia di un "prodigioso" vaccino antifumo in grado di neutralizzare l'azione della nicotina che sembra poter alimentare le...

Fumo e radioattvità

Oltre ai veleni chimici dalla sigaretta si sprigiona radioattività e chi fuma in media 30 sigarette al giorno, a seconda della provenienza delle sigarette,...

Il Benvenuto del Presidente

Porto il saluto a tutti i visitatori del sito della Lega Italiana Anti Fumo (LIAF) che mi onoro di rappresentare in qualità di Presidente....

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Medici ed ecig: in quanti consigliano i dispositivi a rischio ridotto?

Il mondo della smoking cessation comprende soluzioni diverse, nate con il comune scopo di aiutare i fumatori ad uscire per sempre dalla...

DATI INCORAGGIANTI SULLA DIFFUSIONE DEL CORONAVIRUS A TROINA

Nell’indagine su base volontaria, sono stati coinvolti 1312 cittadini, distribuiti per sesso ed età e pari a circa il 14% del totale degli abitanti, mentre per l’Istituto Oasi 474 dipendenti pari a circa il 70% degli operatori attivi. Dai risultati è emerso che dei 1312 volontari, solo 26 (il 2%) sono venuti a contatto con il virus, mentre tra i dipendenti dell’Istituto Oasi sono state rilevate 71 positività su un totale di 474 operatori sanitari sottoposti al test (il 15%).

Australia: l’Università del Queensland presenta un piano radicale per eliminare il fumo

Gli studi condotti dall’Università del Queensland hanno affermato che la prevalenza di fumo in Australia è di poco inferiore al 15 per cento, ma è necessaria una tabella di marcia dettagliata per ridurre tale cifra a zero. Tra le proposte dello stato australiano, la più audace sembrerebbe quella proveniente dal Centre for Research Excellence on Achieving the Tobacco Endgame (CREATE) che suggerisce di ridurre il numero di rivenditori di tabacco e di limitare le vendite a particolari punti vendita come le farmacie.

University of East Anglia: ecig meglio di cerotti e gomme per smettere di fumare

Una ricerca recente aggiorna i dati della Cochrane Review del 2016, aumentando i numeri degli studi considerati che confermano l’efficacia delle ecig nei percorsi di smoking cessation