Ma qual è il motivo per cui si fanno studi di questo tipo? Sicuramente perché i medici e tutti gli operatori sanitari svolgono, rispetto ad altre categorie lavorative, un ruolo chiave nella prevenzione al tabagismo. Il personale medico rappresenta un esempio per i pazienti che vorrebbero smettere di fumare e iniziare un percorso di smoking cessation, e il loro supporto è per questo di fondamentale importanza. I medici e gli infermieri che fumano risultano invece più restii nell’affrontare il problema del fumo dei loro pazienti e nel raccomandare i metodi per smettere.
"Faccia da fumatore" con questo termine, in inglese smoker’s face, si identificano tutti coloro con sigaretta in bocca e che portano i segni evidenti...
Secondo uno studio dei ricercatori delle Università di Basilea e Losanna, i divieti in Svizzera non hanno sortito effetti sulla percezione dei rischi connessi al fumo tra i più giovani, né impediscono che i ragazzi acquistino le sigarette
Secondo un recente articolo, le attività della Bloomberg Philanthropies non riguarderebbero solo il semplice attivismo anti-tabacco, ma influenzerebbero le scelte dei governi dei paesi a basso e medio reddito dove l'organizzazione agisce
Quest’anno vorremo però condividere con voi una lista un po’ insolita che arriva da alcuni ex fumatori. Secondo le loro testimonianze, raccontate al The Guardian, esisterebbero dei metodi più alternativi. Se i cerotti, l'ipnosi e i libri di auto-aiuto non funzionano, forse è il momento di pensare lateralmente.
Come si approcciano media come il cinema e le serie tv allo “svapo? La scelta di fare svapare un personaggio piuttosto che un altro, è una strategia di marketing? A confronto due film con protagoniste che svapano
Differenti narrazioni, conclusioni diametralmente opposte sugli effetti delle sigarette elettroniche e della nicotina sul corpo umano, scelte controverse da parte dei legislatori. Tutti elementi...
Che un cambio di rotta fosse già nell’aria si era intuito fin dalle prime dichiarazioni del neo-presidente Joe Biden. Adesso, però, è realtà. Per la prima volta nella storia del Paese il Congresso statunitense ha stanziato fondi specifici per programmi di Harm Reduction tesi alla protezione dei tossicodipendenti. Un risultato storico accelerato dalla pandemia, che negli Stati Uniti ha visto un aumento esponenziale dei casi di morte per overdose.