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sabato, Settembre 26, 2020
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Relazioni pericolose tra asma e fumo, esiste una alternativa

Importanti aggiornamenti sulle relazioni pericolose esistenti tra ansia e fumo. Questa mattina il prof. Riccardo Polosa, direttore scientifico di LIAF – intervenuto in diretta alla trasmissione radiofonica Piazza in Blu, in onda tutte le mattine su Radio in Blu, l’agenzia radiofonica della Conferenza episcopale Italiana – ha affrontato il problema degli asmatici che fumano e dei rischi che corrono. In diretta con lui, ospiti della conduttrice Chiara Placenti, anche il prof. Roberto Dal Negro, Direttore Settore Pneumologia del Centro medico specialistico del Cems di Verona.
Il fumo può causare o scatenare l’asma in soggetti predisposti?
“Asma e fumo rappresentano un connubio malsano da definire nelle sue componenti specifiche. Intanto fumare incrementa la malattia e determina un aumento della mortalità legata all’asma. Ma non è ovvio che chi fuma sia disponibile facilmente a smettere perchè anche asmatico. Come dimostrano i risultati degli studi condotti nell’ambito del progetto europeo U-Biopred, dedicato alla ricerca di cure alternative all’asma grave e del quale sono partner anche l’Università degli Studi di Catania e LIAF – Lega Italiana Antifumo, queste gravi forme di malattia sono più di frequentemente associate al tabagismo. “Fumo e Asma intrattengono relazioni pericolose”, il fumo sembra incidere già nell’età fetale causando anomalie nello sviluppo dell’apparato respiratorio e poi nell’adolescenza, determinando un maggiore rischio dell’insorgenza di asma. Il fumo di sigaretta aggrava la frequenza e la intensità delle manifestazioni acute della malattia quali, difficoltà respiratoria e tosse”.
Ci sono connessioni tra asma e fumo passivo?
“Il fumo passivo può scatenare asma su chi è asmatico e questo è uno dei motivi per cui la Legge Sirchia è davvero molto importante, proprio per evitare di esporre al fumo passivo individui che non fumano. Ci sono aspetti che però sono importanti per il fumatore asmatico che in realtà migliorano gli stati dell’umore. Nelle persone che si sono adattate al tabagismo rimane l’aspetto legato alla gestualità e alla minore ansia. Per questo per un soggetto asmatico è più difficile smettere di fumare e per loro bisogna prevedere soluzioni alternative che consentano di farli allontanare definitivamente dal fumo”.
Come è possibile allora smettere facendo mantenere questi aspetti importanti per l’asmatico fumatore?
“Partiamo da un presupposto: se un soggetto asmatico è anche un fumatore deve smettere di fumare il prima possibile. Di fatto, però, solo una bassa percentuale di questi pazienti riesce a farlo da solo. Cosa fare per quelli che non vogliono smettere? Bisogna affrontare il problema in modo diverso, usando prodotti che contengono nicotina ma che hanno un rischio molto più basso. Si tratta dei prodotti sostitutivi della sigaretta, come abbiamo spesso detto ad esempio la sigaretta elettronica. I ricercatori dell’Università degli Studi di Catania hanno dimostrato scientificamente che questi soggetti possono essere aiutati con l’utilizzo della sigaretta elettronica che, non solo può aiutarli a smettere di fumare, ma può anche migliorare le loro condizioni respiratorie. Come dimostrato da una valutazione retrospettiva condotta su pazienti asmatici fumatori che usavano regolarmente la sigaretta elettronica da almeno 10 mesi, quelli che avevano cominciato a utilizzare l’elettronica in alternativa alla bionda, non solo avevano smesso completamente di fumare o ridotto abbondantemente il numero di sigarette fumate, ma riportavano anche un miglioramento sostanziale su tutta la linea”.
La sigaretta elettronica è sicuro o no per gli asmatici?
“Si spendono fiumi di parole sulla sicurezza della sigaretta elettronica. Il suo livello di sicurezza è pari al 96% in più rispetto alla sigaretta convenzionale e questo è stato provato scientificamente”.
INTERVISTA IN DIRETTA  
Valeria Nicolosihttp://www.ilblogchevale.it
Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.
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