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mercoledì, Luglio 8, 2020
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Disturbi cardio-respiratori e cerebrovascolari: le leggi antifumo aiutano a ridurli

Le norme che vietano l’utilizzo di sigarette in luoghi pubblici sono state introdotte in diversi paesi non solo per contrastare l’uso di tabacco, ma soprattutto per limitare i danni correlati al fumo passivo. In seguito all’entrata in vigore di queste norme si è registrata una sensibile diminuzione degli accessi ospedalieri per problemi cardio-respiratori e cerebrovascolari.
È quanto afferma una ricerca condotta dai ricercatori del “Center for Tobacco Control Research and Education” dell’University of California, San Francisco e pubblicata di recente sulla rivista scientifica “Epidemiology and Prevention”.
Lo studio consisteva in una meta-analisi di 45 sperimentazioni scientifiche relative agli effetti dell’introduzione di norme che vietano di fumare nei luoghi di lavoro e nei locali pubblici. I ricercatori Californiani hanno sviluppato confronti statistici tra le percentuali di accessi ospedalieri e/o decessi per disturbi cardiaci, respiratori e cerebro-vascolari prima e dopo l’entrata in vigore della legge antifumo in un arco temporale medio di 24 mesi.
I risultati dimostrano come l’applicazione di leggi antifumo sia in grado di ridurre i ricoveri (o i decessi) per angina e infarto del 40%, per broncopatia cronica ostruttiva (BPCO), asma, e infezioni bronco-polmonari del 25%, e per ictus del 15% con sostanziale risparmio in termini di spesa sanitaria. Inoltre, più le norme antifumo sono severe, maggiore è la riduzione del rischio di patologia fumo-correlata.
A buon merito delle istituzioni che hanno avviato una legislazione smoke-free con effetti positivi oltre che per i fumatori anche per chi subisce il fumo passivo.
Valeria Nicolosihttp://www.ilblogchevale.it
Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.
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