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mercoledì, Aprile 1, 2020
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Che le sigarette elettroniche possano provocare attacchi epilettici è inverosimile

Qualcuno ha addirittura citato Benjamin Franklin per commentare il nuovo paper pubblicato dalla FDA – Food and Drug Administration (l’Autorità statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici):

One of the greatest tragedies in life is the murder of a beautiful theory by a gang of brutal facts”. 

Le sigarette elettroniche potrebbero provocare attacchi epilettici”. E’ questo il nuovo allarme lanciato dalla FDA che purtroppo prevediamo troverà ampio spazio sulle testate giornalistiche di mezzo mondo.

Secondo la nota autorità statunitense, si sarebbero registrati casi di attacchi epilettici tra utilizzatori di sigarette elettroniche.

Le cause potrebbero essere riconducibili alla deglutizione, probabilmente accidentale, di liquidi contenenti nicotina.

La letteratura  scientifica, a tal proposito, ha più volte riportato una correlazione tra assunzione di nicotina e episodi di epilessia.

Quello che l’agenzia non precisa è che dal 2010 al 2019 i casi di epilessia registrati sono stati in totale 35 tra coloro che hanno dichiarato di aver fatto uso di sigaretta elettronica e che questo numero è ridicolmente basso se confrontato con i 3.5 milioni di casi di epilessia registrati nello stesso lasso di tempo negli US.

Pertanto, l’allarme lanciato dalle autorità americane non è comprovato dalle evidenze ed è semplicemente quello che l’FDA vuole che sia: un allarme” – secondo quanto sostiene stamane il prof. Riccardo Polosa .

Sebbene gli esperti dell’FDA ci tengano a precisare che i casi potrebbero essere di più di quelli registrati, è inammissibile che un’autorità sanitaria di così alto profilo possa lanciare un’allerta epilessia sulla base di una manciata di casi riportati da consumatori e per nulla verificati dagli operatori sanitari. A conti fatti stiamo parlando di 3 o 4 casi all’anno con i quali si vuole spaventare e confondere il pubblico. Quale è il dato di riferimento su cui rapportare una incidenza presunta di 3-4 casi all’anno? Qual è il dato di incidenza di attacchi epilettici nella popolazione generale e nei fumatori negli US?” – questo è quanto si è chiesto il direttore del CoEHAR – Centro di Ricerca per la Riduzione del Danno da fumo dell’Università degli Studi di Catania.

Anche se – ha spiegato lo scienziato catanese – il fumo di sigaretta è incluso nella lista dei sospetti per alcuni casi di epilessia, non è dato sapere quale sia la sostanza killer responsabile dello scatenamento e comunque ci sono pochi dati che associano il fumo di sigaretta all’attacco epilettico”. 

Inoltre, qualsiasi analisi che voglia chiarire un rapporto di causa-effetto tra fumo (o nicotina) ed epilessia necessita di una valutazione seria e approfondita degli altri più noti e comuni fattori scatenanti come stress emotivo, deprivazione del sonno, affaticamento, o persino la comparsa di febbre. 

E’ banale persino precisare che se l’FDA avesse ragione nell’affermare che la nicotina emessa dai prodotti da svapo dia epilessia, milioni di svapatori dovrebbero esserne affetti già da tempo. 

In oltre 10 anni di esperienza sul campo non mi è mai capitato un solo attacco epilettico tra gli utilizzatori di sigarette elettroniche che seguiamo al CPCT Centro di Prevenzione e Cura del Tabagismo di Catania” – ha concluso Polosa.

Valeria Nicolosihttp://www.ilblogchevale.it
Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.
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