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venerdì, Ottobre 30, 2020
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CDC: il declino dello svapo tra i giovani

Un recente articolo pubblicato su Filtermag analizza la vicenda che ha visto protagonista il Centro per la prevenzione e il controllo delle malattie (CDC).

Il CDC ha reso pubbliche le ultime ricerche americane riguardanti il declino dello svapo tra i giovani e si è scoperto che il numero dei giovani statunitensi che svapano è diminuito di quasi 2 milioni.

Il CDC ha dichiarato che il 19,6% degli studenti provenienti dalle scuole superiori e il 4,7% degli studenti provenienti dalle scuole medie fa un uso frequente delle sigarette elettroniche, ma che la grande maggioranza, invece, non ne fa un uso quotidiano. Solo il 38,9% dei vapers delle scuole superiori e il 20% dei vapers delle scuole medie ha dichiarato di svapare almeno 20 giorni in un mese.

Secondo Robert Redfield, direttore del CDC di Atlanta (Georgia), è un risultato positivo che il numero dei giovani svapatori sia in diminuzione, ma in un comunicato stampa ha recentemente affermato che: “Anche se l’uso delle sigarette elettroniche tra i giovani della nostra nazione è diminuito, e questo è un risultato notevole per la salute pubblica, il nostro lavoro non si è affatto concluso”.

L’obiettivo del CDC è quello di impegnarsi a sostenere gli sforzi per proteggere i giovani da tutti i rischi attraverso il controllo e la prevenzione per la salute.

Ma ad attaccare il CDC, è stato David Sweanor, professore di diritto e presidente del comitato del Centro per il diritto della salute presso l’Università di Ottawa, in Canada. Secondo il docente, il CDC non sarebbe stato obiettivo nella valutazione a causa delle diverse pressioni amministrative.

Nonostante queste posizioni, resta comunque la prospettiva validata scientificamente della enorme percentuale di riduzione del danno a cui sono comunque esposti questi giovani, che, diversamente, avrebbero consumato solo sigarette convenzionali. I dati mostrano, infatti, che l’uso frequente e la dipendenza dalla nicotina sono comunque rari tra i giovani che non hanno mai fumato.

“Il fumo, che è di gran lunga il comportamento più pericoloso, continua a essere in declino durante l’era della popolarità dello svapo tra gli adolescenti”, ha dichiarato Kenneth Warner, professore presso la School of Public Health dell’Università del Michigan.

“I media e la politica dovrebbero continuare ad adoperarsi per ridurre l’esposizione dei giovani a tutti i prodotti a base di nicotina e tabacco”, hanno scritto Mendez e Warner. “Ma, non dovrebbero farlo a scapito di limitare il potenziale di tali prodotti per aiutare i fumatori adulti a smettere”.

“Esistono prove a dimostrazione del fatto che l’aumento della vaporizzazione giovanile sia associato a un rapido declino del fumo”.

Clive Bates, consulente ed ex direttore di Action on Smoking and Health (Regno Unito), ha affermato che il CDC aveva omesso una determinante area dai suoi set di dati.

“I dati chiave mancanti riguardano ciò che è successo ai giovani fumatori”, questo è quello che è stato rilasciato sula rivista Filter. “Quei dati sono stati trattenuti, quindi non sappiamo se il declino della vaporizzazione sia stato accompagnato da un aumento del fumo. Dato che il fumo è probabile che sia almeno venti volte più dannoso dello svapo, piccoli aumenti del fumo possono facilmente compensare il grande calo di vaporizzazione”.

Per Bates, i numeri dello svapo giovanile potrebbero rappresentare una cattiva notizia, ma non per le ragioni presentate dal CDC.

Ad agosto, il CDC ha anche pubblicato i risultati dell’indagine più ripetuta nell’ultimo periodo riguardo il Sistema di Sorveglianza dei Comportamenti a rischio Giovanili, che serve come fonte significativa di informazioni sui comportamenti a rischio più comuni tra i giovani.

È emerso che quasi un terzo degli studenti delle scuole superiori intervistati ha svapato. Nel frattempo, solo il 6% fumava sigarette, mentre un numero simile fumava sigari. Dato che lo svapo è circa il 95% più sicuro del fumo, secondo un’analisi spesso citata dalla Public Health England, la recente prevalenza comparativa del primo tra i giovani consumatori di nicotina è significativa.

Resta da vedere se gli sforzi stabiliti dall’istituzione sanitaria pubblica statunitense volti a ridurre i tassi di vaporizzazione dei giovani avranno conseguenze indesiderate.

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