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giovedì, Aprile 9, 2020
Home L'esperto risponde Giulia Veronesi: "l'elettronica fa smettere e i medici dovrebbero consigliarla"

Giulia Veronesi: “l’elettronica fa smettere e i medici dovrebbero consigliarla”

Le sigarette elettroniche possono aiutare i fumatori a smettere e a ridurre i rischi legati al fumo di sigaretta convenzionale. Consentire ai medici di prescriverla come strumento per uscire dal tabagismo potrebbe aiutare anche a promuovere un uso sempre più controllato dello strumento“.

Queste le parole della dr.ssa Giulia Veronesi, responsabile Chirurgia Robotica dell’Unità Operativa di Chirurgia Toracica dell’ospedale Humanitas.

Ai microfoni di LIAF, la dr.ssa Veronesi ha commentato lo studio appena pubblicato sulla rivista Nicotine & Tobacco Research e condotto insieme ad un team di medici, psicologici e epidemiologi dello IEO su un gruppo di soggetti sani forti fumatori con difficoltà a smettere di fumare.

Lo studio randomizzato ha valutato l’impatto dell’uso di sigarette elettroniche nel breve periodo.

L’obiettivo era valutare quanto le e-cig potevano aiutare a ridurre il numero di sigarette fumate al giorno mettendo a confronto tre gruppi di soggetti forti fumatori arruolati in un programma di screening del tumore polmonare con Tc torace a bassa dose di radiazioni, seguiti con trattamenti diversi. Un gruppo seguiva un percorso standard nel centro antifumo, un gruppo ha ricevuto la sigaretta elettronica con nicotina ed un ultimo è stato trattato con la sigaretta elettronica senza nicotina.

Il risultato è stato che il 25% dei soggetti che usava l’elettronica ha smesso di fumare dopo 3 mesi”. A differenza del gruppo che seguiva la terapia standard di cui solo il 10% ha smesso.

Si tratta di un dato significativo – ha spiegato la dr.ssa Veronesi – perché sebbene globalmente i partecipanti abbiano riportato una significativa riduzione del consumo medio giornaliero di sigarette, l’uso delle elettroniche ha permesso ai fumatori di ottenere risultati migliori anche e soprattutto in termini respiratori. Si tratta di uno strumento poco tossico con potenziale di cancerogenesi sicuramente inferiore rispetto alle sigarette convenzionali” – ha aggiunto.

Tuttavia l’uso indiscriminato e la propaganda dello strumento puo avere dei rischi soprattutto relativi al consumo di sigarette nei giovani perche potrebbe invogliarli ad avvicinarsi al fumo.

Anche se bisogna fare attenzione nel supportarla – ha concluso il chirurgo milanese – i dati preliminari del nostro studio supportano questo strumento come mezzo per la disassuefazione. Si consiglia per il futuro tuttavia un uso più controllato rispetto ad oggi, magari anche con sorveglianza del medico, e attenzione nel prevenirne l’abuso da parte dei più giovani

 

Valeria Nicolosihttp://www.ilblogchevale.it
Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.
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