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lunedì, Ottobre 25, 2021
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Il caso San Francisco: divieto di liquidi per i minori

Quando si vogliono proteggere i minori vietando la vendita di prodotti come i liquidi per le sigarette elettroniche può anche accadere che il numero dei minori che inizia a fumare aumenti. Questo quanto accaduto con il caso di San Francisco.

Nel 2018, la stragrande maggioranza dei residenti della città vota per vietare la vendita di liquidi per sigarette elettroniche. A gennaio 2019, quando il divieto entra in vigore, anche i rivenditori si allineano alla decisione della comunità.

All’epoca, importanti organizzazioni di Sanità Pubblica hanno apprezzato il risultato. Secondo la dott.ssa Melissa Welch portavoce dell’American Heart Association, che per prima ha esortato gli elettori ad approvare il divieto, questo era il primo passo verso la fine della vendita di tabacco agli adolescenti.

Contro tutte le previsioni l’azione repressiva ha invece peggiorato – piuttosto che migliorare – la situazione.

Un nuovo studio pubblicato su JAMA Pediatrics ha rivelato come San Francisco sia diventata la prima città degli Stati Uniti a vietare la vendita di tutte le sigarette elettroniche ed ha, allo stesso tempo, aumentato le probabilità di fumare per gli studenti delle scuole superiori, rispetto agli altri distretti scolastici.

Abigail S. Friedman del Dipartimento di politica e management sanitario presso la Scuola di Salute Pubblica dell’Università di Yale e autrice dello studio, ha affermato che per questi individui così come per gli aspiranti vapers con preferenze simili, vietare gli aromi significherebbe privarli di scegliere lo svapo rispetto al fumo.

Oggi, stando ai principi sui quali si basa l’Harm Reduction, sappiamo quanto sia letale il fumo di sigaretta convenzionale. Solo negli Stati Uniti, l’uso di tabacco combustibile è responsabile di circa 480.000 decessi all’anno.

Il Royal College of Physicians del Regno Unito ha stimato che i danni delle sigarette elettroniche difficilmente superano il 5% di quelli associati al fumo convenzionale, e potrebbero essere sostanzialmente inferiori a questa cifra.

“Se il divieto di vendere liquidi e privare gli adolescenti dell’uso di prodotti alternativi come le sigarette elettroniche ha sicuramente uno scopo preventivo verso i giovani- ha dichiarato la dott.ssa Sheila Vakharia, vicedirettore del Dipartimento di ricerca e impegno accademico per la Drug Policy Alliance (DPA)- passare da una normativa flessibile ad una maggiormente rigorosa preclude drammaticamente l’accesso a tutte le categorie di persone che prima ne usufruivano”.

A San Francisco i giovani passano al fumo perché con il divieto totale non vi è più la possibilità di utilizzare le sigarette elettroniche.

Nessuna persona ragionevole incoraggerebbe gli adolescenti che non fumano sigarette convenzionali a provare lo svapo. Ma per quelli che hanno già iniziato a fumare, questa è sicuramente una soluzione meno dannosa.

Martina Rapisarda ha conseguito la laurea triennale in Lettere Moderne e la Laurea Magistrale in Comunicazione della Cultura e dello Spettacolo presso l’Università degli Studi di Catania. Ama il cinema, le serie tv e il teatro. Ha fatto parte dell’associazione culturale “Leggo”. Ha lavorato presso il Centro CInAP dell’Università degli Studi di Catania, curandone la comunicazione, i social media e l’organizzazione degli eventi in ambito universitario. L’interesse per la scrittura, e per i temi che riguardano la salute prima di tutto, l’ha portata a collaborare con Liaf dopo un percorso di successo che si è concluso con l’abbandono definitivo della sigaretta convenzionale. Il suo ruolo all’interno del team è quello di copywriter.

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