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Gran Bretagna: una relazione rivela che l’uso dei farmaci per smettere di fumare non aumenta le possibilità di successo

La notizia eclatante però è che non vi è differenza in termini di astinenza dal fumo di sigaretta tra chi smetteva con l’aiuto dei farmaci antifumo (es. cerotti, buproprione, e vareneclina) e quelli che non ne facevano uso. Valutando il grado di successo dopo 4 settimane di astinenza dal fumo, risulta che il 49.6% ha smesso grazie alla somministrazione di terapia farmacologica antifumo e il 50,4% ha smesso di fumare solo con il supporto consultivo di medici esperti in cure antitabagiche. Sulla base di questi dati quindi, l’utilizzo di farmaci per ridurre i sintomi astinenziali, non ha apportato benefici significativi. Questi dati sono in netto contrasto con quanto emerge dagli studi clinici controllati.
Negli ultimi dieci anni si è registrato comunque un aumento della prescrizione dei farmaci per smettere di fumare, la percentuale è infatti aumentata dall’84% del 2001 al 93% del 2011. Nonostante ciò, però la percentuale di fumatori che ha smesso è diminuita dal 53% del 2001 al 49% del 2011.
Tuttavia questi dati non devono scoraggiare l’utilizzo dei farmaci antifumo in quanto nella pratica clinica il loro impiego può trovare utile applicazione a seconda della storia clinica e della predisposizione del tabagista. La personalizzazione delle cure è la via giusta da seguire.
Ulteriori commenti sono disponibili sul blog http://tobaccoanalysis.blogspot.it/

Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.

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