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Negli USA 94 casi di malattia ai polmoni tra giovani svapatori. Per Polosa: “assenti dimostrazioni certe che colleghino questi casi alle e-cig”

Secondo un comunicato dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) ci potrebbero essere 94 casi di grave malattia polmonare collegati alle sigarette elettroniche segnalati negli Stati Uniti dal 28 giugno al 15 agosto 2019.

I casi hanno riguardato principalmente adolescenti e giovani adulti che “avevano fatto uso di e-cig” e sono stati riportati in 14 diversi Stati, ma ben 30 si sono verificati nel solo Wisconsin. I pazienti hanno manifestato tosse, respiro corto, affaticamento e, in alcuni casi, gravi difficoltà respiratorie che hanno richiesto la ventilazione.

Secondo i medici statunitensi:

  • Sono necessarie ulteriori informazioni per determinarne la causa delle malattie”
  • anche se “sappiamo che le sigarette elettroniche sono generalmente ritenute più sicure delle tradizionali”.

Il commento del prof. Riccardo Polosa, direttore del CoEHAR

<<L’uso di e-cig è stato recentemente collegato a diverse, troppe, malattie dell’apparato respiratorio tra cui polmonite lipoide, emorragia alveolare diffusa, polmonite da ipersensibilità  polmonite eosinofila, asma bronchiale, BPCO e persino cancro polmonare. Quello che però da medico mi chiedo è come possa un singolo fattore essere causa di condizioni respiratorie così diverse tra loro. Il conto non quadra. E non esiste alcuna dimostrazione del nesso di causalità e tantomeno della plausibilità biologica dei fenomeni riportati. Mi spiace dirlo, ma la credibilità medico-scientifica sembra aver raggiunto il suo minimo storico. Non mi sorprende che il rapporto di fiducia tra medicina e società si sia così tanto deteriorato.>>

Valeria Nicolosi è giornalista, esperta in progettazione e comunicazione pubblica (sociale e istituzionale). Laureata in Programmazione delle Politiche Pubbliche nell’Università degli Studi di Catania, è anche masterizzata in Comunicazione Pubblica nell’Università IULM di Milano. L'amore e l'interesse nei confronti della formazione dell'opinione pubblica l’hanno portata a collaborare come consulente per LIAF con l’obiettivo di aiutarli a definire azioni utili per la diffusione e la sensibilizzazione della cultura antifumo. Valeria è oggi press office di LIAF e collabora anche con istituzioni ed enti pubblici diversi.

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